Con Maurizio Benvenuto, coordinatore provinciale di Italia Futura, ci siamo inviati qualche sms a inizio anno per uno scambio di auguri e per concordare una chiacchierata sulla politica fabrianese, sul nuovo centro che nasce e sul passaggio di Maria Paola Merloni da Bersani a Monti. Ci siamo incontrati, giusto ieri, nel suo studio di Via Miliani: mobilio di antico pregio, vecchi libri con elegante rilegatura rossa, qualche affresco a decorare, un crocifisso di tonalità scura e, a fianco al simbolo cristiano, un laicissimo gagliardetto romanista; l'avvocato assiso di schiena a un camino in disuso ma ampio e ben scolpito, come si conviene a uno stile sobrio, montiano e, in qualche modo, rinascimentale. Un mix di generi accompagnato dal classico baffo ferroso ma sereno, come se per un istante la proverbiale irruenza forense avesse trovato, nel sopraggiunto gusto della riflessione politica, un'isola di inedita e curiosa pacificazione. Quello che segue è il sunto della nostra conversazione: distesa, a tratti calorosa, con qualche lieve cedimento ai fraseggi del dire e non dire e il tentativo serrato di dare una prospettiva locale e una narrazione attrattiva al nuovo soggetto politico che intende radicarsi anche nella nostra città.
Avvocato Benvenuto, subito una domanda a bruciapelo. Ti candidi alle Politiche?
No, non sarò candidato e devo dire che è stata una decisione sofferta, perché in tanti mi hanno chiesto di impegnarmi direttamente. Ho detto di no innanzitutto perché il Parlamento è poco adatto a una personalità passionale come la mia. E poi perché il territorio fabrianese avrà una rappresentanza parlamentare all'altezza - come Maria Paola Merloni, Francesco Casoli - che sapranno interpretare bene le esigenze della comunità. Dal canto mio mi batterò per una nuova politica nelle Marche e a Fabriano, impegnandomi a far crescere il partito sul territorio, anche nella mia nuova veste di tesoriere regionale del movimento. Per il resto si vedrà.
Quindi Maria Paola Merloni è ufficialmente candidata. Capolista al Senato?
Si, ed è una battaglia in cui ci siamo impegnati tutti quanti coralmente: anche perché Maria Paola è stata la prima, in questa regione apparentemente periferica, a intuire il valore dell'operazione Italia Futura e del messaggio lanciato da Montezemolo. E la prima a proporre e promuovere concretamente Italia Futura sul territorio.
E' vero che Monti la nominerà capogruppo al Senato della sua lista?
Diciamo che questa è una domanda decisamente prematura, perché certe scelte dipendono da tanti fattori che, in questo momento, non hanno alcuna concretezza e quindi fare previsioni è davvero un' operazione sterile.
Visto organizzerai il partito a livello locale, Ottaviani che ha già fatto l'endorsement per Monti sarà tra gli uomini di punta che andrete a schierare?
Ho grande stima di Ottaviani ma ho in mente una forza politica che non rivolge le proprie attenzioni solo alle singole personalità ma che è anche capace di parlare a ceti sociali in apparenza lontani ma decisivi per portare avanti un'operazione politica nuova. Dobbiamo assolutamente evitare il rischio di essere elitari e personalizzare non ci aiuta ad avere successo.
Quindi non nascerà il partito della borghesia fabrianese?
In questo ultimo periodo ho incontrato tanta gente comune e mi sono convinto che se questo nuovo partito politico vuole avere un futuro non può limitarsi ad aggregare imprenditori e professionisti ma deve cominciare a parlare anche con gli operai. Non lo fa più nessuno, neanche i partiti che, da sempre, dicono di rappresentarne le ragioni.
Siamo al vecchio interclassismo che prelude alla rinascita del partito merloniano?
No, lavoriamo per un partito che sia vissuto dalla gente come qualcosa per cui vale la pena spendersi. Maria Paola Merloni si impegnerà a Roma per tutelare il nostro territorio, lasciando a noi l'onore e l'onere di lavorare sul territorio battendolo in lungo e in largo.
E vero che costituirete un gruppo consiliare capitanato da Sergio Solari?
Solari è un giovane per cui ho grande stima ma per il momento lui è con Futuro e Libertà, anche se sono certo che svolgerà un ruolo prezioso quando andremo alla fusione dei diversi soggetti politici che sostengono Monti. Avere un gruppo consiliare è importante ma sono anche convinto che i gruppi debbano essere il risultato di un processo elettorale che ne legittimi la rappresentanza.
Domanda secca: quanta gente porterete via al Pd?
Penso che dal Pd usciranno diverse persone. Non so quante, ma ne usciranno. Così come prevedo movimenti a favore nostro anche da tutti gli altri partiti, come il Pdl, e anche dal Movimento 5 Stelle. Ma anche questo è un pensiero elitario perché si muove attorno alle sigle. Personalmente sono attratto da chi propone un pensiero diverso e da chi ha un passo diverso. L'obiettivo, quindi, non è imbarcare ex ma coinvolgere le tante persone che sono disponibili a resettare il proprio modo di pensare per rimettere in moto questa città sclerotizzata.
Come vi organizzerete sul territorio?
Io credo che ci sia bisogno di partiti strutturati e che sia necessario ripensarli e rifondarli in ogni città, rilanciando anche la vita di sezione. Non è il passato che ritorna ma una necessità per dare alla politica lo spessore e la concretezza che ha perduto.
Le sezioni organizzate come al tempo del PCI?
Si, o come quelle della dc o come certe esperienze di socialità da "oratorio". Questo è quello che proveremo a costruire. Per quel che mi riguarda me ne farò promotore. Poi magari, sul lungo periodo, non è detto che debba essere per forza io l'animatore di questa operazione.
E della Fabriano del futuro che pensi?
Penso che bisogna dire innanzitutto la verità: la crisi è clamorosa e irreversibile. Le aziende che abbiamo conosciuto non ci saranno più. Quindi dobbiamo agire subito, a partire da quel che abbiamo: recuperando le bellezze della città, il suo decoro e quel senso di responsabilità che serve per dare serietà e concretezza alle nuove idee. E se serve facciamoci aiutare dall'esterno, da esperti di valore capaci di immaginare e progettare il futuro. Il tempo dei "bravi, ricchi e solitari" è finito. Abbiamo tutti una grande colpa: non aver alimentato una socializzazione sana, non avere cercato di connettere il tessuto manageriale delle imprese con la realtà quotidiana dei fabrianesi. E oggi ne paghiamo il prezzo, in termini di carenza di relazioni, di opportunità e di futuro.
Quanto prenderete a Fabriano alle politiche?
Sicuramente supereremo il 20% perché Monti è un treno vuoto, pronto a far sedere le persone responsabili che desiderano salire e che vogliono contare solo per se stesse e per ciò che valgono.
Il partito di Monti come la Roma di Zeman?
Per certi versi si: una filosofia di gioco rivoluzionaria che può avere anche punti di connessione con una nuova politica: bisogna correre, attaccare e fare squadra. Interessante no?!
















