"Il Comitato centrale ha deciso: poiché il popolo non è d’accordo, bisogna nominare un nuovo popolo». Il sarcasmo di Bertold Brecht somiglia alla scarpetta di Cenerentola, tanto calza a pennello per inquadrare il movente che spinge il Partito Democratico a una campagna furente contro Spacca; una campagna incentrata sul tradimento, categoria demonologica che include tutto il repertorio della delegittimazione morale e della criminalizzazione del libero arbitrio, ossia i classici del pensiero totalitario.
Visto che Spacca non era d'accordo a essere buttato nell'armadio dei cani il PD ha pensato di sbianchettarlo: innanzitutto ricorrendo al cavillo della "posizione dominante" per ostacolargli la ricandidatura; poi, tramontata questa ipotesi, cercando di lavorare ai fianchi Area Popolare, di cui la contesa sull'utilizzo del simbolo UDC incarna, in modo emblematico, il lavoro e l'energia investita nelle azioni di sabotaggio.
Ovviamente non scandalizza il tentativo di dare a una rappresaglia politica il crisma solenne della legalità e poi quello del sabotaggio politico. Si tratta, infatti, di un metodo antico ed efficace di azzoppamento dell'avversario perchè consegna all'opinione pubblica due motivazioni spendibili: la violazione delle regole e la consunzione del consenso, che sono parte integrante di una machiavellica arte di governo.
Senza ipotizzare una qualche "ragione superiore", però, è difficile comprendere l'accanimento dei democrat anche perchè a Renzi non serve drammatizzare le elezioni in una regione minore attribuendogli un rilievo nazionale che, diversamente, non avrebbero.
Alzare la temperatura significa, infatti, correre un rischio politico e cioè che possa convergere su Spacca un fronte ampio di elettori decisi a saldare motivazioni territoriali ed elementi di contestazione nei confronti delle scelte del Presidente del Consiglio.
La "ragione superiore" che anima le mosse del Premier, in realtà, sembra essere una "ragion di partito": scongiurare a tutti i costi una divaricazione tra il PD e l'area centrista, impedendo al centro di sviluppare un'iniziativa autonoma e puntando al fallimento di Area Popolare, specie laddove essa fa riferimento a figure competitive come Spacca nelle Marche e Flavio Tosi in Veneto.
Puntando i piedi in questo modo il PD e Renzi hanno ridefinito, di fatto, il profilo del bipolarismo marchigiano, circoscrivendolo allo scontro tra Marche 2020/Area Popolare e il Partito Democratico.
Un nuovo perimetro che ridisegna anche la geografia del voto utile e lo spazio di attrazione potenziale di Spacca che può ampliare i confini della sua proposta politica anche in settori di opinione pubblica non riconducibili alla tradizione dei cattolici democratici e alla storia centrista del Governatore.
Questo scenario politico può rappresentare per Spacca una grande opportunità politica: trasferire sulla sua persona l'essenza dello scontro e caratterizzarsi come l'antirenzi marchigiano che non si oppone sul filo della demagogia ma si mantiene saldamente nel campo del fare e dell'azione di governo.
Una sfida di difficile realizzazione ma che può cambiare segno alla campagna elettorale e al voto di fine maggio.
Una sfida di difficile realizzazione ma che può cambiare segno alla campagna elettorale e al voto di fine maggio.



