Esondazioni.... |
Stamattina sul presto un amico
che ben conosce la politica fabrianese, le sue priorità e suoi cinismi, mi ha inviato
un messaggio, tra l’ironico e il rassegnato, sul rischio di esondazione del
Giano, che campeggia stamattina sui quotidiani locali; un messaggio accompagnato
da una postilla amara: “Fabriano annega socialmente e noi pensiamo al Giano”.
Si tratta di una verità oggettiva, di un dato di fatto che, d’istinto, stimola
e aizza riflessioni severe sui superficiali umori del popolo fabrianese e sulla
naturale vocazione del medesimo a farsi tenere a distanza di sicurezza dalle
cose che contano. Ma se ci imbarchiamo su questa linea di ragionamento si
ritorna rapidi all’idea che tutto il mondo è paese e ogni epoca, alla fine,
vive e vegeta replicando vizi e ragioni: Dum Romae cunsulitur Saguntum
expugnatur, scriveva Tito Livio per raccontare le infinite chiacchiere romane di fronte alla richiesta di aiuto di Sagunto, assediata dai cartaginesi
e quindi rasa al suolo. Come a dire che se tutti i fabrianesi fossero
concentrati sull'assedio della disoccupazione e della povertà incombente,
diventerebbero una compagine granitica, una falange pronta al conflitto
sociale, con la politica costretta a fare quel che disdegna con ogni sua fibra:
decidere, rischiare e farsi carico. E’ quindi fisiologico che il sistema
politico, la tecnocrazia comunale e i media di supporto convergano in un fronte
comune, per spingere il focus in direzioni meno ostinate e contrarie. Ma anche
da questi processi di distrazione di massa si può ricavare una lezione sulle
sottili dinamiche che si attivano se c’è da rimpastare il consenso e qualora si
ritenga utile sfaldare un fronte compattato da una visione o da un desiderio
comune. Come già era emerso, qualche giorno fa, da un divertente e demenziale
documento del Pd sul centro storico, la maggioranza di centrosinistra – colta e
sensibile per auto investitura e presunzione genetica - ha deciso che il Giano
non verrà scoperchiato integralmente e che il Ponte medievale dell’Aera – tanto
per onorare la Valle della Creatività su cui punta Sagramola con tanto di bando
e lilleri della Regione – non ha da essere rivelato e mostrato ai visitatori in
cerca di stupore, ma merita un’imbracatura coprente a base di cemento e fibre
di carbonio, perchè immaginare e supporre arrapa più che nitidamente vedere. Il
punto alto della discussione politica è che i cattocomunisti, ipocriti per
filosofia e convinzione, non sanno come dirlo e come giustificarlo, dato che
trattasi di atto oggettivamente vandalico che è difficile imbellettare come
dolorosa opzione a una cittadinanza che necessita di aggrapparsi a tutto,
compreso il greto di un fiume, già collettivamente dimenticato e rimosso per
almeno una quarantina d’anni. E allora, siccome non c’è verso di indurre a più
miti consigli e poi a rinuncia definitiva i nuovi adoratori della divinità
fluviale, cosa fa la politica? Manda avanti i tecnici, pensando che il parere
tecnico si presenti in scena con la neutralità che gli si addice e la forza
persuasiva di ciò che appare “terzo” rispetto alle mire puzzone della politica.
Ecco allora che si fa tesoro del contesto per evocare l’unica ragione che può
sfaldare il fronte degli scoperchianti, aprendo la strada alla decisione
irrevocabile della tombatura: il rischio esondazione del Giano. E siccome nella
vita è meglio nascere fortunati che ricchi, è giusto riconoscere che la giunta
Sagramola è stata baciata, assieme, dalla Dea Bendata e da Giove Pluvio, che
hanno regalato ai Becchini del Fiume un infinito cielo d’Irlanda con tanto di ripetute
tempeste e verde rigoglioso sulle colline adiacenti la città del fare. E giusto
per scuotere dove serve la fragile collettività locale, è entrata in azione la
Protezione Civile comunale nella persona di Urbano Cotichella che, ovviamente
si è guardato bene dal lanciare allarmi, limitandosi ad affermare che il fiume
“lo stiamo controllando e monitorando con attenzione”. Come a dire che
l’allarme tecnicamente non c’è ma quando un
tecnico “terzo” vigila e monitora, forse un qualche motivo di ansia lo si
può rintracciare. E ogni persona dotata di buonsenso sa bene che la paura di un
evento è assai più spaventosa dell’evento stesso e che la sensazione di vago e
di incerto è l’humus più efficace per accrescere una preoccupazione estesa e
pervasiva. L’allarme vero e proprio comporta, infatti, l’attivazione di una
procedura, e quindi necessita di chiarezza, di informazioni e di ordini
tassativi. Il lasciar cadere, come un venticello, un generico richiamo a
controlli e monitoraggi fa montare la piena e la propensione al panico con
inesorabile e governabile lentezza. Cosa dirà l’opinione pubblica di fronte ad
affermazioni apparentemente blande ma dense e allusive come quelle dell’ottimo
Cotichella? Inizierà a pensare che l’esondazione del fiume è una possibilità,
la cui concretezza non dipende dalla volontà degli uomini e dagli studi
idraulici ma dalla bizzarria climatica che pare smentire le serie storiche e le
ipotesi basate su una riflessione comparata con gli accadimenti del passato. Il
giornalista del Carlino coglie immediatamente il collegamento e nell’articolo,
non a caso, definisce l’attuale monitoraggio un vero e proprio test di tenuta
degli argini del fiume, rimarcando proprio quella drammatizzazione che potrebbe
risultare decisiva nello sbroglio della matassa. Personalmente non so come
andrà a finire ma, complice una meteorologia piegata a machiavelliche finalità,
credo che Sagramola disponga oggi di un asso nella manica per chiudere baracca,
burattini e rossellini senza troppe noie e proteste. E ogni giorno che passa
capisco sempre di più e meglio perché talune brillanti menti politiche
fabrianesi si siano interamente dedicate alla coltivazione di pomodori e
melanzane: c’è infatti più vita e più lungimiranza in una zucchina che nel più
illuminato degli amministratori.
siamo tutti d'accordo sul fatto che di pioggia come quest'anno non se ne vedeva da tempo? Siamo tutti d'accordo che nonostante sia piovuto quando sui monti c'era ancora la neve il fiume non ha creato disagi? Bene. Direi che gli allarmismi della Giunta siano stati sbugiardati largamente. Provo anche a spiegare perchè la portata del Giano difficilmente riuscirà a toccare livelli allarmanti( poi domani magari allaga tutto !!!)
RispondiEliminaEsiste una cosa chiamata "tempo di corrivazione" che indica il tempo che una goccia caduta nel punto più distante del bacino idrografico impiega per raggiungere il fiume. Questo tempo dipende da tanti fattori: orografia, copertura del suolo, impermeabilizzazione del suolo ecc... Negli ultimi anni molti terreni agricoli collinari e montuosi sono stati abbandonati con conseguente invasione da parte di arbusti e alberi, quindi il tempo di corrivazione è aumentato e con esso anche il rischio esondazione che si verifica di solito quando l'evento piovoso ha la stessa durata appunto del suddetto tempo di corrivazione. Questo è solo un aspetto. Poi va valutata la quantità di acqua che la Multiservizi preleva dalle sorgenti: negli ultimi anni il numero delle sorgenti intercettate si è moltiplicato e anche la quantità di acqua prelevata è aumentata. Per cui direi che i fenomeni di quest'anno remano contro l'ipotesi di Giano coperto per maggiore sicurezza. Ed è solo l'ennesimo punto a favore del Comitato e a sfavore dei finti portatori del bene comune.
te rientri nel gruppo dei luminari.....solo gli illuminati hanno il buon senso per prendere decisioni a favore del bene comune!
EliminaLa Piazza Bassa si allaga con due goccie d'acqua, di questo la Giunta non si preoccupa?
Eliminascusate non è la prima volta che leggo questi termini "luminari" e "illuminati" ma chi sarebbero?
EliminaAnna
Bravissimo, condivido in pieno, specialmente il "trattasi di atto oggettivamente vandalico".
RispondiElimina"perchè immaginare e supporre arrapa più che nitidamente vedere"....quasi mi hai convinto!
RispondiEliminaQuesto commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaQuousque tandem, Catilina, abutere patientia nostra?
RispondiEliminaIl problema non è chi sia il Catilina fabrianese ma il solo supporre che possa esistere un Cicerone nostrano….
EliminaIl problema è che non hanno capito, o fanno finta di non capire, che il fiume è più sicuro se scoperto! Tutta la "letteratura" tecnica sui corsi d'acqua va in questa direzione (Liguria docet), c'è poi da tenere in considerazione lo studio idrologico dell'Università di Perugia che afferma inequivocabilmente che il Giano non fa eccezione, è molto più sicuro senza copertura. Si domandino invece cosa sarebbe successo con queste piene se il comitato, la scorsa estate, non avesse segnalato decine di ostruzioni provocate dalle vegetazione lungo il fiume, fino a ridosso del centro storico..... abbiamo fatto addirittura un esposto alla Procura affinchè mettessero in sicurezza l'alveo il prima possibile, togliendo tronchi e rami che sbarravano il deflusso.
RispondiEliminaGli interessi di partito (anzi di alcuni uomini di partito) scavalcano pareri, studi idraulici, sicurezza e comitati. Ormai hanno deciso di chiudere e fare il parcheggio. Quello che duole è che Sagramola, persona corretta e onesta,ed altri, si prestino a questo gioco.
Eliminacondivido l'osservazione dell'anonimo qui sopra...
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G.R.
evidentemente gli aggettivi "corretta" e "onesta" non poggiano su basi solidissime
EliminaGabrie', tocca fatte impara' un po' de "politically correct"!!!! :-D
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G.R.
ne so qualcosa pure io della "furia santarelliana".... :))))))))
Eliminaevidentemente!
Elimina"Santarelli"...mica tanto... :-D
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G.R.
Santarelli vista cotanta competenza e irruenza, dai la sveglia alle due cittadine fabrianesi che hanno nominato a Roma, invece perdere tempo a contare gli scontrini dei rimborsi che si diano da fare con le carte bollate che hanno scritto sul Giano e le portino a chi di dovere, magistratura compresa. Possibile che il Comune deve pagare 400 mila euro di cause perse e nessuno dei politici, dirigenti e funzionari non è responsabile di niente?
Eliminaio tecnicamente non sono preparato, ma la questione esondazione e rischi vari sono solo scuse... c'è un progetto sbagliato e fatto contro la città e nessuno vuole ammettere l'errore.... Fabrizio e gli altri lo hanno dimostrato largamente che l'apertura nel centro urbano non comporta rischi......... Nessuno( chi ha potere decisionale) ha le palle per dire che il Giano aperto è un'opportunità per la città tutta...
RispondiEliminaFrancesco Brillanti
Francesco non hanno le palle per dire che il Giano aperto è un'opportunità perchè è stato già deciso da tempo di farci un parcheggio sopra il fiume, che sicuramente farà comodo a qualche politico influente di turno, è chiaro come l'acqua. Questa è la triste e squallida realtà
EliminaDopo l'albero caduto alla Pisana e la copertura del Giano a rischio crollo anch'io, fossi nei panni di Sagramola, starei col culo stretto..... e se crolla la tombatura col fiume così gonfio sono veramente c..zzi. Questa è la conseguenza di decenni di mancata manutenzione della città.
RispondiEliminaFederico
io, laureata, disoccupata, delusa e stanza che non ho piu' voglia di ascoltare la politica perche' davvero da troppo tempo non comunica piu' NIENTE, ho davvero il mio orticello, la mia insalata, pomodori, zucchine, melanzane, peperoni, cetrioli, fagiolini........ e soprattutto niente chiacchiere inutili....! C'e' davvero piu' vita qui che in mezzo all'attuale politica,autoreferenziale e capace solo di parlassi addosso, ahahahahahahahahahahahahah..............!
RispondiEliminaTi capisco. Io diplomato, indirizzo turistico-alberghiero che da 15 anni aspetto finalmente il rilancio del nostro territorio per rimanere in zona! Ma poi mi tocca sempre andare fuori a fare la stagione.
EliminaAl massimo fanno il lancio delle cotiche di maiale.
Eliminala "Cotichella" di maiale vorrai dire.
Eliminacomunque, si vede che la tecnica dell'allarmismo, di cui si abusa a livello nazionale nei media, è stata importata anche da noi...col solito ritardo!
RispondiElimina_______________
G.R.
Scusate io non ci capisco nulla ma se un tronco e altre cose cadono e vanno a finire in un giano tombato chi lo va a togliere ? Ma userei un termine diverso la "trombatura" del Giano sta alla "trombatura" dei terreni dell'agraria come Le ditte appaltatrici stanno alla tavola imbandita per il lauto guadagno !
RispondiEliminaNon lo va a togliere nessuno e quando ti accorgi che la tombatura è attappata è troppo tardi perché il fiume ha già esondato. Fatelo capire a Sagramola & company.
EliminaAggiungendo una notizia di cronaca informo che la commissione di concorso ha decretato la vittoria dell'architetto Roberto Evangelisti come Dirigente al settore Assetto del Territorio, si tratta negli effetti di una riconferma.
RispondiEliminaChe sorpresa!! non se lo aspettava nessuno! Ma va..
Eliminadove volevamo anda'???
Eliminadopo il rinnovo a Napolitano....cosa vi aspettavate ;)
EliminaPerdonami…e quale sarebbe la connessione logica, politica e di prossimità tra la rielezione di Napolitano e le scelte sullo scoperchiamento del Giano. Siamo a Lucio Battisti…”le discese ardite e le risalite”….
Eliminaè una battuta.....non c'è connessione con il Giano, ma con la riconferma del dirigente assetto del territorio
Eliminami sono appena letto l'articolo...
RispondiEliminanon so se è colpa del giornalista o di chi ha impaginato...ma una riletta, non gli avrebbe fatto male.
adesso, la parte tombata, è arrivata a 600m (il PD ha "dichiarato" 300)...poi, si parla di "tenere a bada la forza centrifuga dell'acqua"...che non si capisce se si parla di un fiume o di una lavatrice.
poi si lamentano che non si comprano i giornali...
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G.R.
Magari c'è pure qualcuno che, invece di centrifugarsi le idee, delle acque del Giano ci si lava le mani. E delle, al posto di nelle, non è un refuso.
Eliminanon era il "delle" o il "nelle"...ma la forza centriufuga, che riferita ad un fiume, mi lascia parecchio perplesso!
EliminaL'amministrazione affronta il problema esondazione come se dovesse preparare il piazzale per la festa di S.Maria. Mi dite che cavolo di competenza ha Cotichella per monitorare un fiume? Assolutamente nessun titolo e nessuna esperienza!!! Va be' che ci scaricano le "cacate" ma mica il Giano è una fogna o una strada. Questo la dice lunga sugli allarmismi che vogliono montare per giustificare la copertura e l'intervento in cemento sui ponti.
RispondiEliminaAnna
Chiamate Castriconi!
EliminaBeh il nostro Sindaco era il responsabile della protezione civile comunale ...
EliminaEssere geometra del comune o responsabile comunale della protezione civile non da nessuna competenza nell'approcciare il monitoraggio di un fiume. I corsi d'acqua sono una cosa seria e, grazie a Dio, non ubbidiscono ai giochi della politica. Quindi se l'amministrazione volesse veramente monitorare il Giano affidi l'incarico a qualche tecnico del settore e la smetta di mandare buffonate sui giornali.
EliminaAnna
condivido! Se ne sono sempre fregati del Giano, oggi fanno finta di interessarsene. Penosi!
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