13 novembre 2012

I dilemmi del giovane Emanuele

Emanuele Rossi ha dovuto spingere il piede sull'acceleratore per smentire le voci, rilanciate in pompa magna dal Messaggero di ieri, di una sua possibile cooptazione nella maggioranza che governa Fabriano. Un intervento così netto e deciso significa, sostanzialmente, due cose: la prima è che, negli ambienti politici locali, si dà per certo l'esito favorevole a Paoletti nel ricorso al TAR sull'attribuzione dei seggi in Consiglio Comunale, che priverebbe di un consigliere la maggioranza. E forse non è un caso che un prudentissimo attendista come il Sindaco Sagramola si sia subito messo in moto per animare un'azione compensativa sul SEL, onde evitare che, a partire da Natale, sia San Donato la vera Betlemme del potere locale; la seconda è che qualcuno ritiene politicamente plausibile un cedimento strutturale di Rossi di fronte al canto dei sirenoni di maggioranza. La risposta di Rossi è stata tranciante. Di quelle che tagliano i ponti dietro le spalle e cancellano ogni ripensamento. Il consigliere del SEL, infatti, non si è limitato a declinare gentilmente l'invito, lasciando comunque socchiuso l'uscio sul futuro, ma ha argomentato il niet con una escalation di concetti secchi e definitivi: mai col Modello Marche e mai con l'UDC. Neanche se Vendola e Casini decidessero di fare coalizione assieme a livello nazionale. Perché, nel caso, Rossi restituirebbe di corsa la tessera del partito vendoliano. L'impressione è che questa rottura restringa i margini di azione e lo spazio politico di Rossi che, con ogni probabilità, ha parlato più di emozione che di ragione. Ma quel che colpisce è anche la strizza politica del centrosinistra che pur di convincere Rossi, è ben disposto a bypassare alcune posizioni dell'esponente del SEL. Non da ultimo la proposta di istituire il Registro delle Unioni Civili. Una proposta totalmente incompatibile con la sinistra di governo, contro cui si schiererà la maggioranza e anche una quota rilevante di opposizione. Una convergenza bipartisan dettata dall'imperativo assoluto di non inimicarsi la Curia e certi ambienti cattolici ricchi di voti e preferenze. Il che prefigura un ulteriore isolamento politico e culturale di Rossi: verso la maggioranza ma anche all'interno dei confini dell'opposizione. certo è che fare opposizione in solitudine è difficile, specie se l'asse politico della minoranza comincia clamorosamente a propendere in direzione di un civismo in cui è marginale il ruolo e il peso delle questioni sociali, ovvero tutto il pane e il companatico della sinistra radicale. E in questo quadro Rossi farà fatica, ammesso che lo voglia, a trovare sponde nella Lista Urbani e nel Pdl, che - oltre alla siderale lontananza politica - in questo momento sono in tutt'altre faccende affaccendati. Il problema politico del SEL è dunque quasi di ordine dantesco, e concerne il come si sopravviva al limbo, e quale politica sia possibile immaginare quando si è tra color che son sospesi. Non è quindi da escludere che Rossi, dopo la sfuriata di oggi, decida di andare a vedere le carte del centrosinistra e, magari, di guardare con occhi più disponibili anche una lisca di pesce come l'assessorato alle politiche giovanili. Che non sarò molto ma è sempre meglio di una minoranza che si dedica al karaoke.
    

25 commenti:

  1. Secondo me entra...

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    1. secondo me scherzi...

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  2. E' molto più probabile che Simonetti si butti in qualche partito, dopo il giochino della Lega, piuttosto che Rossi vada con la maggioranza.

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  3. Mi sa che sono poco probabili entrambe le possibilità....

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  4. Se leggi meglio capisci che non è una critica a Rossi...ma forse hai bisogno di un decoder

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  5. "Per rimanere coerenti, ogni tanto nella vita bisogna cambiare partito"
    Con stima; M.llo Badoglio

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  6. Rossi ha la sciena troppo dritta per cappottarsi su Sagramola.
    Piuttosto qualcun'altro rimasto fuori potrebbe entrare.

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  7. emanuele rossi13 novembre, 2012

    Caro Gian Pietro, il testo che hai scritto mi piace a livello di analisi della situazione. Io non entrerò nella maggioranza di Sagramola, è un modello politico che non condivido e l'ho dichiarato molte molte volte.
    Le tue preoccupazioni circa l'isolamento politico che potrei rischiare sono reali, ma l'ho sempre messo in conto, fin dal primo giorno che mi sono candidato a Sindaco in contrapposizione al PD e UDC, ne sono consapevole e non ho paura.
    Questa città sta mutando gli assetti di potere,il consiglio comunale sul Lavoro ne è stato l'esempio. Dobbiamo mettere in comune le buone idee per lo sviluppo. In consiglio io sostengo le proposte per la ripresa di Fabriano, se ovviamente le condivido, a prescindere da chi le presenta e auspico di ricevere dagli altri il medesimo trattamento.Se le mie, sia inerenti alla situazione socio/economica di Fabriano, sia sui diritti civili, non le voteranno solo per sgarbo politico e per sudditanza ideologica a terzi si assumeranno le loro responsabilità!C'è tanto da fare per questo territorio.

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    1. noi sellini veniamo da lontano, e andiamo lontano.

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  8. Massimo Frascarello13 novembre, 2012

    "...a partire da Natale, sia San Donato la vera Betlemme del potere locale"...bellissima metafora!

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  9. Forse è ora che i ragazzini tornino a studiare e che la politica sia uno scontro tra il civilismo del m5s e il partitismo del PD... il resto lo vedo bello distrutto.
    CS

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    1. Gente come Emanuele anche se naviga in un mare di mondezza è un dei pochi che fa Politica con la P maiuscola. Forse i populisti del m5s e poltronisti del PD dovrebbero andare a studiare da lui.

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    2. Vedi ho profonda stima di Rossi e la mia era mera provocazione. Ma purtroppo un uomo solo fa poco, considerando che ad oggi non ha una struttura dietro come i 5S che nonostante tutto sono attivissimi e molto aperti a proposte ecc ecc.
      CS

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  10. Il m5s ha una struttura ed entusiasmo, ma la passione con P maiuscola rimane, tutto il resto svanisce molto rapidamente come la neve al sole.

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  11. Forse è ora che alcuni "anziani", prendano lezioni di politica dai ragazzini, che poi tanto ragazzini non sono.

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  12. Al "civilismo" di civile mi pare stia rimanendo poco, la deriva nazionalpopolare (mi verrebbe nazionalsocialista dopo l'ultima vergogna del caso salsi, ma non si può dire) dei non schierati va bene per alcuni temi nelle amministrazioni locali ma poi sul nazionale credo ci voglia una pur vaga visione del mondo di destra o di sinistra per poter decidere politiche di lungo termine su welfare, economia, sociale ecc. Tristemente quest'ultimo appunto vale anche per il PD e per la sua (geologica) era crepuscolare. A tutto questo io preferisco la vocazione e la passione Politica (roba d'altri tempi e merce rara), che ti spinge a rischiare l'isolamento e a rifiutare una poltrona per poter restare LIBERO di combattere per le tue idee (Ideali, anche questo non so se si può più dire). Da chi, di grazia, dovrebbe andare a scuola Rossi?

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    1. Di epurazioni mi sembra che se ne siano viste molte anche prima del caso Salsi, anche in partiti che fanno della democrazia il loro vanto.

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    2. Con editto emanato beceramente dal capo e quel che è peggio pubblico unisono e becero linciaggio degli adepti.
      Dà un po' da pensare e da rabbrividire per una forza politica nuova e dirompente che sembrava nata sotto altre "stelle", e spiace che il gioco debba sempre essere "comunque meglio dei partiti", che è un po' un gioco in cui si vince decisamente facile (naturalmente per colpa dei partiti e non del 5 stelle)

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  13. L'idea che si debbano prendere lezioni di politica come se si dovesse apprendere una tecnica dà un'idea abbastanza chiara degli effetti prodotti dall'applicazione dell'aziendalismo in politica. Ma a questo siamo arrivati e bisognerebbe capire meglio il perché. Il civismo è come le maree: va a viene. E' ciclico. Lo abbiamo conosciuto in tutti i momenti critici della vita nazionale.

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    1. Scusa, ti domandi il perchè dell'aziendalismo in politica? a me sembra chiaro: la politica è ormai un mestiere a tutti gli effetti, quindi è logico che come in tutti i lavori ci sia un capo ed un sottoposto. Ergo, il sottoposto deve sottostare al capo.
      Nell'attuale Giunta, quanti assessori hanno un lavoro indipendente dalla carica politica?

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    2. purtroppo hai ragione...

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    3. Io non lo so....quanti è chi sono gli assessori che campano di politica, se questo significa non avere un lavoro indipendente dalla politica?? Potresti essere più' chiaro/a?

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    4. La domanda rimane senza risposta.

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  14. Per andare a lezione intendo dire che è facile giocare con un team vincente e molto popolare, molto più difficile è "navigare in solitario", da dieci anni abbondanti e farlo in maniera coerente e costante.
    come diceva un gran poeta sempre in direzione ostinata e contraria

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  15. Emanuele sa benissimo della stima che nutro per lui e questa stima arriva al punto di avermi fatto fare questa riflessione: non so se la proposta sia arrivata o meno, sono comunque contento che abbia smentito e messo in chiaro la sua posizione. Però in fondo anche se, arrivata la proposta, dovesse mai accettare avrei la sicurezza che entrerebbe insieme a tutta la sua autonomia e coerenza nelle battaglie. Sarebbe anzi quasi auspicabile un suo ingresso nella maggioranza, avrebbe l'effetto di un defibrillatore in una sala di rianimazione.

    Detto questo mi preme di dire una piccola cosa a chi parla di passione con la P maiuscola. Sono d'accordo con chi la vede nell'impegno di Emanuele, un pò meno con chi la mette in discussione nei ragazzi del M5S. Il tempo che tutti dedicano allo studio dei documenti, alla preparazione dei consigli comunali, all'elaborazione di progetti che piano piano realizzeremo sacrificando il tempo libero, gli affetti, a volte il lavoro almeno sotto questo punto di vista merita rispetto e di essere riconosciuto. Poi i risultati possono non piacere, la linea seguita non condivisa, ma non si fa tutto quello che facciamo senza metterci la Passione con la P maiuscola.

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