6 ottobre 2012

La politica della cultura a FaVriano: the sound of silence

Questi giorni abbiamo scritto e discusso molto di rifiuti e, alla fine, pure le narici ne risentono. Lasciamo quindi da parte, per qualche istante, i contenitori della differenziata e i nuovi profeti del senso civico e dedichiamoci ai cosiddetti contenitori culturali. Già, perchè potrà pure sembrare strano - nella fu città degli oblò e dei cablaggi - ma dovrebbe esistere pure una delega alla cultura. Il che presuppone l'esistenza di una politica della cultura. Ed è qui che la fronte comincia copiosamente a sudare e incomincian le dolenti note a farmisi sentire. Note di una canzone degli indimenticabili Simon & Garfunkel: The Sound of Silence. Nessuno osa disturbare il suono del silenzio, cantavano i due menestrelli americani. E il suono del silenzio, nella cultura faVrianese, ha le fattezze eteree e gentili dell'assessore Patrizia Rossi, che per il momento è come la temperatura di Oslo quando a gestire le previsioni del tempo c'era un amato concittadino, il colonnello Baroni: non pervenuta. Eppure di materie di intervento ce ne sarebbero a iosa: Museo della Carta, Biblioteca, Pinacoteca, Sant'Antonio fuori le Mura e, in generale, una politica della bellezza e dell'estetica urbana che dovrebbe trovare nell'assessorato alla cultura un punto nevralgico di snodo. Un assessore alla cultura, tanto per fare un esempio, dovrebbe trascorrere notti di totale insonnia nel pensare che i colleghi di Giunta hanno intenzione di tombare un ponte, come quello dell'Aera, che Vasari ritiene opera del magnifico architetto Bernardo Rossellino. Invece dell'Assessore Rossi si ricordano tre interventi non esattamente memorabili: la presentazione del modesto cartellone estivo, la presentazione della stagione del Teatro Gentile e l'informativa sui pagamenti on line per le mense scolastiche. Fiduciosamente attendiamo gli eventi perchè, come succede spesso, questo "suono del silenzio" potrebbe essere soltanto il preludio, studiato e discreto, di un'esplosione di iniziative concepite con la logica delle cluster bombs e delle operazioni a tappeto. Anni fa conoscevo un tipo, totalmente improbabile, che era solito frequentare sale da ballo e balere del liscio. Una sera si avvicina a una signora e con fare non propriamente fine le domanda: "Balli?". Lei lo guarda - con espressione appena schifita e risponde: "No, grazie". E lui: "ma allora che ce si venuta affà?". Ecco, se Patrizia Rossi non si sbriga a ballare con le molte materie di sua competenza, rischia di ritrovarsi davanti uno stuolo di cittadini pronti a dirle "ma allora che ce si venuta affà".
    

21 commenti:

  1. me c'ha chiamato un'amico..........

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  2. E' difficile parlare della cultura fabrianese perchè, in generale, è difficile parlare sensatamente del non-essere. Ovviamente non è un problema di oggi, ma proprio oggi esplode con maggiore virulenza in un città che vorrebbe puntare sul turismo il proprio rilancio.
    Non capisco come mail'assessore presentando la stagione culturale estiva (cioè 3/4 mesi di programmazione) per una città di 30mila abitanti fatta con miseri 12mila uuri non solo si sia vergogna o, meglio ancora dimessa, ma abbi
    abbia addirittura sentito il bisogno di convocare i giornalisi per una conferenza stampa. Non capisco il disagio mentale di una giunta che per rilanciare il turismo, ripeto, di 30mila abitanti per 3/4 mesi, spende pressapoco quanto l'affitto del solo palco di altre ben note manifestazioni della nostra città. OOOppppppssss... si può dire?

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    1. * Non capisco come mai l'assessore - presentando la stagione culturale estiva (cioè 3/4 mesi di programmazione) per una città di 30mila abitanti fatta con miseri 12mila euri - non solo non si sia sia vergognata o, meglio ancora dimessa, ma abbia addirittura sentito il bisogno di convocare i giornalisi per una conferenza stampa.

      Maledetto word.

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    2. Sorvolando che the sound of silence probabilmente e la più'
      palloso canzone di tutti i tempi solo per capire: voi siete gli stessi che rompono i cojoni quando FM fa poiesis quasi solo coi soldi suoi?? O quando sotto il loggiato se beve solo perché' non fa tanto fico?? Solo per capire che persone siete....

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    3. Veramente i soldi li mette anche il Comune su finanziamento della Regione la penultima edizione € 400.000.
      Non mi sembrano pochi.

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    4. Quindi li mette la regione!? È gli altri che servono?

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    5. L'anonimo che ci accusa tutti di rompere i coglioni è probabilmente uno che con Poiesis ci si fa la pappa buona. Quanto al bere al loggiato ho partecipato di buon grado sia di sabato che di domenica. Quindi sta rilassato cocco.

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  3. Non toccate i poeti. Eh!! Non toccate i poeti: che sinnò ce 'rabbimo: POrca paletta!

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  4. Se continuiamo a chiamare le istituzioni culturali col termine di contenitori, vuol proprio dire che non ci abbiamo capito niente. A Fabriano non e' mai esistita una politica culturale orientata alla creazione di sviluppo e lavoro, si sono solo aperte le porte alla pletora di singoli e asociazioni che da sempre, anche con questa Giunta, continuano a far pressioni per proiettare le proprie iniziative sullo scenario cittadino, provocando una dispersione continua di soldi, ora frenata per la mancanza di pecunia. La qualita' delle proposte culturali e' sempre passata in secondo piano. Non parliamo poi del lavoro giovanile specializzato. Come andar di notte, parlare di lavoro e cultura a Fabriano. Solo la Biblioteca funziona bene a Fabriano. E non parlo del Museo della Carta perche' quello, storicamente, e' terreno di caccia dell'Assessorato al Turismo non della cultura. Credo che Patrizia Rossi possa fare ben poco di fronte a questa situazione, perche' accanto a un Assessore della cultura ci deve essere pure un contesto politico, sociale e culturale cittadino che pensa meno alla autorappresentazione personale e piu' al bene della citta', in particolare dei suoi giovani che non hanno lavoro.

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  5. ma se può fare ben poco che "c'è venuta affà"?

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    1. Lo stesso si potrebbe dire del Sindaco, dei consiglieri e degli altri assessori. Basta con i personalismi, se ci sono problemi in un settore la colpa deve ricadere su tutta la coalizione. L'assessore collabora al lavoro del sindaco non e' un reuccio.

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    2. La democrazia per ora è fondata su equilibri e collegialità...il tempo dei Podestà lo abbiamo conosciuto e archiviato...

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  6. e che doveo stà a casa a scallamme davanti ar camino?

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  7. Un industriale delle scarpe penso' di aprire un punto vendita in Africa. Dopo sei mesi contatto' il responsabile commerciale infuriato perché gli affari andavano malissimo. Prima di essere licenziato il rappresentante si lamentò : ma che dovevo fare qui vanno tutti scalzi.
    Passarono altri sei mesi. Gli affari andavano a gonfie vele. L'industriale telefono' al nuovo responsabile commerciale compiaciuto e gli chiese quale era il suo segreto. Quello tranquillo rispose: qui è una pacchia! Capirai, sono tutti scalzi.
    Piccola metafora per dire che non sempre partire da zero sia un male, a volte con poco riesci a brillare.

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    1. Bella Paolo,te la copio!!

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  8. Evidentemente erano scalzi ma avevavo i soldi per comprarsi le scarpe.

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  9. Gian Pietro, ad onor del vero l'Assessore Rossi durante la conferenza stampa di presentazione della stagione del Gentile ha anche annunciato l'iniziativa concordata tra assessorato e Amat per avviare, con un contratto a progetto, una collaborazione che dia l'opportunità ad un/una giovane fabrianese di lavorare nell'ambito del teatro. Ho l'impressione che questa notizia sia passata un po' in sordina, penso che meritasse più ampio spazio un po' ovunque, considerata la situazione.

    Per il resto credo occorra in futuro trovare un equilibrio diverso tra un Comune che promuove la crescita culturale solo offrendo eventi e spettacoli e un Comune che promuove la crescita culturale anche favorendo il coinvolgimento diretto dei cittadini, a partire dai piccoli.
    Un conto è proporre la stagione teatrale ragazzi, dove bambini e famiglie sono spettatori, un conto è favorire anche situazioni in cui bambini e ragazzi siano protagonisti sul palcoscenico o dietro le quinte.
    Penso che in questo senso l'esperienza della biblioteca cittadina sia un buon esempio da cui prendere spunto anche per altre situazioni culturali.





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  10. Stefano sulla questione Amat ha scritto un bel post Rosita Fattore nel suo blog che ti invito a leggere

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  11. come sempre caro Stefano...finchè ci sono punti di vista siamo messi bene...

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  12. il monastico09 ottobre, 2012

    Galli canta The Boxer e Fabriano, per cambiare singer, This is the end.

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