12 aprile 2012

I bruciori del giovane Werther





Negli ultimi giorni è riapparso un antico fenomeno autobiografico: l’acidità di stomaco. Complice la faccenda delle liste alle comunali, e mie conseguenti dimissioni dal segretariato leghista locale, ho percepito di colpo la familiare, seppur dimenticata, risalita d’acido cloridrico. Memore dei miei trascorsi leninisti mi sono inoltrato la ferrigna domanda del grande bolscevico: Che fare?


Что делать?
Portare il cane a pisciare nel giardinetto pubblico? Nooooo. Sono troppo giovane! Aggregarmi a qualche sodalizio buddista per ritrovare le ragioni di uno spirito incrinato dalle polemiche? Noooo, troppo beat. Fondare col sindaco uscente Sorci una congrega di sommozzatori dediti al boicottaggio dei nuovi eletti? Gustoso ma scontato!



Come al solito le risposte efficaci ai grandi dilemmi si nascondono nelle credenze della cucina. Eccola la polvere redentrice!!! Il bicarbonato di sodio! Il Sale della Provvidenza: bianchissimo, quasi nevoso, che lascia in bocca un retrogusto di mare, di pesce, di cane incimurrito. Si fa largo in natura grazie a un legame chimico debolissimo e un idrogeno sempre pronto alla diaspora che lo rende irriverente, bistrattato ed estraneo agli ottetti perfetti da gas inerte. C’è chi lo usa per il pediluvio, chi per disinfettare frutta e verdura, chi come additivo per ricette.



Provate invece a scioglierne un cucchiaio in acqua, possibilmente senza limone per insaporirlo perché sennò a digerire è il bicchiere. Mescolatelo bene, turatevi il naso e ingozzate. Pochi istanti e le mille bollicine assiepate saranno pronte a spandersi nella forma fantozziana del rutto. Il bicarbonato è poliedrico: serve per sopravvivere ai cacacazzo, agli stronzi, alle lingue fecali, alla vita difficile e alle delusioni della politica. Tutti fenomeni che alterano i succhi gastrici. Fa comodo pure per sopportare Monti e ho detto tutto.



Insomma è l'unica Cosa Bianca che non rende moderati. Non fa Casini e tira fuori umori e rumori viscerali. Questa pagina sarà il mio bicarbonato virtuale, la forma scritta di un flato esistenziale, estetico e politico che, dopo quattro anni di parole meditate, consegno al volto inorridito di chi mi voleva nell'armadio dei cani. I'm sorry: non sono cane ma gatto e cavallo. E ho molte vite. Quindi, bicarbonati, citrati e acidità a piene mani. Un rutto libero per tutti. Un rutto libero che libera tutti.
    

2 commenti:

  1. ho smesso di subire delusioni dalla politica il giorno dopo aver cessato di farmi illusioni

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  2. Mi pare una buona chiave di lettura!

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