10 gennaio 2014

Il Consiglio di ieri sera e il baco di Sagramola


 

Ho seguito il Consiglio Comunale di ieri sera in diretta streaming. Con la certezza che, alla fine, la matematica sarebbe diventata l’unica, possibile opzione politica di salvataggio del Sindaco Sagramola. La legge elettorale dei Comuni – lo ricordavo l’altra sera presentando il libro del Prof.Guido Crainz all’Oratorio della Carità – è figlia legittima e viziata di un’ebbrezza collettiva e maggioritaria. Un delirio dei primi anni novanta che ha fatto sì che, nell’amministrazione delle città, alla politica come arte del possibile subentrasse brutalmente una potenza dei numeri dura e livellatrice; una legge pensata per sostenere un bisogno di stabilità ma, alla fine, generatrice di una governabilità demenziale, scandita da comportamenti e atteggiamenti mediamente improntati a quel “dispotismo della maggioranza” che tanto inquietava le visionarie riflessioni del liberale Tocqueville. E ieri sera hanno trionfato i numeri della drogheria politica, quelli che non lambiscono mai il linguaggio matematico della bellezza, ma si assiepano attorno al meccanismo erto ma tagliente del far di conto. Era un esito prevedibile, perché la sequenza pluriennale dei precedenti non lasciava di certo spazio a possibili cambi di paradigma o a sentori di ribaltamento. E ciò che è prevedibile - per prima cosa - non scandalizza, perché è già tutto inscritto nei grigiori della routine e nella dinamica crudele della democrazia politica che, non lo si dimentichi mai, è sublimazione della guerra, ossia pratica improntata alla riproduzione perpetua del binomio vittoria e sconfitta. Eppure, anche nello spazio ristretto e perimetrato di un esito già conosciuto a priori, spicca – come elemento di differenziazione profonda – il valore del metodo adottato, perché il binomio vittoria sconfitta non è mai esaustivo in sé stesso ma si articola e si declina in modo assai più complesso e problematico. Perché si può vincere bene e vincere male, come rientra nel novero delle possibilità il perdere bene e il perdere male. Sagramola ieri sera ha vinto male. Ma anche questo non sorprende, perché al Sindaco manca quella "dura eleganza non cattolica" che gli avrebbe consentito di trasformare un passaggio politicamente difficile in un’occasione di rafforzamento della propria legittimità. Sagramola ha rimosso dall'orizzonte un dato strutturale del suo mandato e cioè il suo destino di Sindaco di minoranza, votato al ballottaggio da circa un quarto del corpo elettorale. Questo vizio di origine gli avrebbe dovuto suggerire un approccio empatico e relazionale, aperto alla città e ai suoi bisogni e a una minoranza da non derubricare a “fastidio” ma, piuttosto, da ritenere voce di una coscienza politica che stimola a migliorare capacità politiche e amministrative. Il goleador d'eccellenza , infatti, non segna a una squadra senza terzini ma è colui che possiede l'abilità di superare la linea bianca aggirando la resistenza accanita di un difensore di rango. Invece in Sagramola è prevalso il solipsismo ombroso, la pretesa di autosufficienza, il “dare retta” ad amici e sodali che avevano l’unica finalità di dimezzarne efficacia  e impatto. Ieri sera il Sindaco poteva finalmente giocare di rimessa, annunciando un fine mandato di diverso conio, dialogante e concertativo. E poteva provarci proprio facendo tesoro degli errori e dei passi falsi clamorosamente emersi nel corso della lunga vicenda Tares. Invece il primo cittadino ha delegato la sua difesa a un comunicato di maggioranza che resterà negli annali della povertà politica e linguistica cittadina, tagliando le unghie alla libertà di parola dei suoi consiglieri e trasformando Palazzo Chiavelli in un’aula sorda e grigia, ma senza neanche la tentazione anacronistica ma risoluta di un petto in fuori e di un mascellone volitivo. Fossi stato il Sindaco avrei bevuto fino in fondo l’amaro calice, incentrando la mia difesa sull'elogio dell’errore che, anche in politica, è la base dell’apprendimento e del miglioramento, e chiedendo alla maggioranza che, al di là del voto finale, si facesse carico di una severità politica e culturale superiore a quella prevedibile e fisiologica dell’opposizione. Invece abbiamo assistito all’umiliazione delle cariche elettive, alla saga silente di consiglieri evirati dal conformismo, impauriti dai comandi di scuderia, muti e ciechi come pesci di fondale, convinti dai capibastone che il libero pensiero sia la più subdola delle tentazioni e non l’espressione più luminosa del senso civico e della ragion di stato. Sagramola ha vinto male perché è un uomo che ha timore delle parole, perché è terrorizzato dalla dialettica che fluisce senza argini premeditati, perchè coltiva un desiderio assillante e condizionante, comprensibile in termini di potere ma estraneo alle ragioni di una politica ariosa e potente: durare. E quando durare è l'unico movente capace di animare atteggiamenti e decisioni, è naturale che venga travolto ogni argine politico, di confronto e, se vogliamo, anche di stile, fino a quel vero e proprio default simbolico rappresentato dal Sindaco che vota la fiducia a se stesso senza il bonton di astenersi almeno su qualcosa che lo chiamava personalmente in causa. L’opposizione, dal canto suo, ha fatto quel che ha potuto. Nessuno dei consiglieri di minoranza avrebbe scommesso un centesimo sulla possibilità di esibire lo scalpo di Giancarlone, ma c'erano risultati politici minori su cui valeva la pensa investire. E sicuramente due punti l'opposizione li ha portati a casa; da un lato moltiplicare l'azione stressogena su una maggioranza nervosa che ha ridotto le sue difese a un comunicato politicamente plumbeo e linguisticamente stentato, di cui nessuno dei consiglieri di prima linea si è sentito di riconoscere l’impronta e la paternità; dall’altro rafforzare una tendenza unitaria che se non configura, in filigrana, una possibilità di alleanza politica alternativa, di certo fa risaltare un ordito civico trasversale che può diventare un punto di riferimento per ampi settori della società fabrianese. Ma anche la minoranza merita qualche critica, perchè ha perso non bene ma benino. Essa, a mio avviso, non è riuscita a narrare efficacemente il tarlo di un’amministrazione che, in quanto statalista e cattocomunista, esprime un'innata tendenza alla moltiplicazione fasulla dei pani e dei pesci, animata ricorrendo a linee di compensazione finanziaria basate su una tassazione feroce e su pratiche di riscossione da colonia romana. Il baco di Sagramola, purtroppo per i fabrianesi, non è la Tares ma il modo illiberale di concepire il rapporto con la spesa pubblica e col contribuente, secondo il quale è sempre quest'ultimo il soggetto che gioca a barare rifiutando di versare, col sorriso sulle labbra, l'obolo necessario al mantenimento di queste sacche locali di spirito sovietico e di socialismo reale. Ed è esattamente questo, più che i tanti ma volatili tecnicismi della Tares, lo sfondo politico che sarebbe stato importante dare alla richiesta di dimissioni. Perchè il limite di Sagramola è intimamente politico e non può essere limitato alla fattispecie di questa vicenda tributaria che, a consuntivo, somiglia più a una linea di confine culturale che a un problema di bilancio e di equilibri contabili.
    

26 commenti:

  1. "il libero pensiero sia la più subdola delle tentazioni" oggi ti stimo Simonaiss, veramente la più bella frase che abbia letto da diversi mesi, questo post è finalmente quello che cercavo, guardarli tutti dall'alto anche se poi ci spremono come limoni. Entrando in un pensiero di coraggio politico Galli a mio avviso è sicuramente un cavallo di un'altra scuderia, Rossi e Solari sono il futuro quello che ci governerà per i prossimi trent'anni potrebbero diventare come Tini. Per il momento sono giovani e quindi relativamente onesti. Tutto il resto è un brivido freddo di terrore.

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    1. Mica e' detto che Solari e Rossi invecchiando diventeranno dei Sagramoletta. Un po' di ottimismo !!!

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    2. Rossi é un giovane vecchio....nn si ricorda che sino a 2 anni fá governava con Sorci e molti dei consiglieri/assessori che oggi siedono accanto a Sagramola! E solari é 15 anni che predica e si fa portavoce della destra estrema e adesso si sta rigenerando con la speranza di far dimenticare le sue origini. Non dimenticare il percorso storico dei "finti" giovani che vivono entrambi di sola politica

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    3. De finti giovani che campano solo de politica me pare de trovanne abbastanza solo dentro il Pd. De gente anziana che ha campato e campa solo de politica e' piena la giunta !!! Datte 'na svejata !!! Ma te rendi conto delle ragliate che scrivi?

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  2. Crocetti senior somiglia tanto all' Onorevole Antonio Razzi

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    1. fanno una bella coppia con Crocettilaqualunque junior

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  3. grazie simonetti, la tua capacità di annullare le opinioni (pacate) che non ti piacciono ti fa onore

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  4. ma Giordani il capogruppo del PD e' muto ? ieri, durante il consiglio comunale, non e' stato capace di dire una sola parola per difendere il sindaco

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    1. Giordani chi?

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    2. come capogruppo era meglio l'Onorevole Crocetti Antonio Razzi

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  5. vogliamo parlare del segretario PD di Fabriano? non vede, non sente e non parla. E' proprio un Crocettilaqualunque

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  6. come mai Tini non ride piu' ?

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    1. Gli è caduto un dente ed il dentista e in ferie
      F.t. Tex

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  7. Io ho trovato VERGOGNOSO che nessuno della maggioranza, dopo averlo promesso pubblicamente, abbia detto una parola sulla questione dell'assessore condannato in primo grado.

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  8. guardate uno ad uno quelli della maggioranza, stanno tutti muti aspettando l'ordine di voto dal sindaco Tini

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    1. soprattutto quelli del PD sono dei burattini

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  9. In Piemonte hanno sciolto il consiglio regionale per firme false sulle liste elettorali, a Fabriano condannano un assessore per lo stesso motivo, perché nessuno ricorre al TAR per levarci di torno questa amministrazione? Viviamo in un altro mondo o nella stessa nazione, forse l'opposizione non ha i soldi però l ricorso? Apriamo una sottoscrizione con gli ultimi centesimi che ci rimangono, sarebbero gli unici ben spesi...
    F.t. Tex

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  10. E' vergnoso come l'intera Amministrazione non abbia percepito le grida di Aiuto dei Cittadini offrendo una becera e squallida dichiarazione di voto, sinonimo di altrettanta squallida pochezza oltre che politica anche culturale.

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    1. scandaloso il comportamento del segretario cittadino del PD Crocettilaqualunque e del capogruppo Giordani

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  11. Finalmente sappiamo grazie a Urbino Urbanio che i disoccupati e cassaintegrati nel 2014 saranno piú di 7000 persone 100persone se ne sono andate dalla cittá e abbiamo una struttura comunale che impiega fra le 203 e le 219 persone per una popolazione residente di 32.000persone circa. Qualche tempo fa in un post scritto dal caro Simonaiss leggevo che in Austria un comune impiegava un dipendente comunale ogni 1000abitanti da noi quindi ne basterebbero 32 o 33 immaginando anche una squadra di operai comunali seria il numero potrebbe salire a 50 o 60. Abbiamo un esubero di 140 unitá in comune. Per altri questo è un falso problema perché se non si ritorna in possesso della sovranità monetaria e politica i tagli dei posti pubblici non fanno altro che indebolire ancor piú l'economia. Oggi per quanto lo possiate criticare e possa essere criticabile a parer mio solo SpaccaPig (si è ingrassato molto non trovate?) è stato capace di sviluppare un sub-processo geo politico alternativo mi riferisco alla macro regione adriatico ionica. Mi è piaciuta anche l'apetura alla Russia con Ics e l'aumento dei voli per la Germania. Peccato che noi nel nostro terrotorio montano non abbiamo infrastruttere adeguate a ricevere un turismo ne di massa (che non verrà mai perché non si organizzano eventi) ne un turismo elitario perchè non abbiamo le strutture per ospitare i turisti ricchi. Quindi per Fabriano la vedo brutta molto brutta un declino accompagnato da uno stato esecututore e arraffone che ha l'unico scopo di mantenere l'apparato voti utili. In questo scenario vado in Colorado a farmi i purrini di maria e non ci penso piú che é meglio.

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    1. Leggendo il tuo giudizio sulla macro regione adriatico jonica, ma soprattutto sulla Russia, mi sa che i purrini te li fai già. Spaccaquindici l'accordo l'ha fatto con una città russa dimenticata da Dio e governata da un sindaco che te lo raccomando...

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    2. sbaglia Spacca a non coinvolgere come consigliere durante le sue visite all'estero l'Onorevole CrocettiAntonio Razzi

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    3. Colorado da una settima con la liberarizzazione della maria ha incassato 5milioni di dollari. In Italia se si liberalizzasse la maria potremmo avere 1000000 di posti di lavoro in pochi mesi. Con tutti i capannoni sfitti a Fabriano potremmo fare delle mega serre. Prima o poi questo sarà il business. Fabbriche di biscotyi e torte alla maria, infusi di maria, vestiti di maria, medicinali alla maria, insomma un settore completamente abbandonato ma se in Colorado lo hanno fatto sicuramente è perché ci hanno visto l'affare.

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    4. Ma poi quelli dell'ACR che dicono? Mi sa che si incazzano e come. Oggi invece il sindaco di Ascoli ha dichiarato la zona franca per la sua città. Stop all'aumento dell' Imu e di tutti i balzelli locali. Altro che sognare la droga libera.

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  12. Vai, vai in Colorado, che è meglio per tutti!

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    1. no è solo meglio per me te resta qui a fa il morto de fame infelice

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