1 maggio 2013

In vino veritas...in Balducci pietas


Il ritrovamento di Ioannes Baldutius di Fabrizio Moscè

Ha fatto bene Giuliano Trippetta - brillante e valido organizzatore della due giorni "In Vino Veritas" - a distinguere tra una città pronta a partecipare, degustando cibi e vini del territorio, e un'amministrazione comunale che ha preso le distanze dalla manifestazione semplicemente scegliendo di non esserci e di non inviare nessuno dei suoi missi dominici a dare una legittimazione aggiuntiva a un'iniziativa comunque dichiratamente autonoma e autoportante. Probabilmente l'assessore al Turismo, il menestrello riccioluto, baffuto e fuori tempo massimo Giovanni Balducci, ha deciso di applicare una leggera ma sanguigna vena di apartheid alle manifestazoni turistiche: in prima fila quando, giustamente, si tratta di benedire le rassegne di acquerello e forzatamente lontano e invisibile se c'è da stimolare l'identità enogastronomica delle nostre terre. In questo tirare continuamente righe, tracciando spocchiose linee di demarcazione tra ciò che è fine e ciò che non lo è, si scorge l'antico tic snobistico della sinistra, quel privilegiare le purezze dell'arte a scapito della vocazione destrorsa ed istintiva del cibo, del palato e delle viscere. Anche se c'è da dire che ultimamente, grazie a Petrini e vista l'incapacità di smacchiare giaguari, è in corso - on the left - una rivalutazione accesa e partecipata dei prodotti tipici e di buone cose del monte e del mondo. La verità è che la sinistra fabrianese è totalmente convinta che sia tempo perso rincorrere i piccoli produttori di vino e cibarie, le nicchie del gusto, le produzioni biologiche e qualsiasi cosa ricordi agli uomini di governo che, da queste parti, possa esistere anche un'agricoltura di qualità. Si resta abbarbicati all'ossessione dell'industria, delle produzioni seriali, del tutti in fabbrica allegramente, a una visione, tutta grasso e ciminiere, che ha ridotto questa città alla copia sbiadita e sfigata delle città inglesi devastate dalla chiusura delle miniere. Qualche giorno fa il Presidente della Coldiretti di Fabriano ha rilasciato ai giornali locali un'interessante intervista sulle potenzialità dell'agricoltura nel fabrianese, regalando al giudizio dell'opinione pubblica locale qualche numero e valutazione utile: 700 imprese agricole che danno lavoro a circa 1000 persone, in una dimensione sostanzialmente individuale in cui occorre fare i conti con la bassa resa cerealicola di queste terre, con le barriere all'accesso innalzate e rese sempre meno scalabili dalla stretta del credito operata dalle banche e con gli investimenti onerosi che si trovano ad affrontare le persone che vogliono sperimentare un ritorno al settore primario. Tutto si tiene alla fine e il problema di insensibilità istituzionale che ha posto Giuliano Trippetta è contiguo e affine a quel che paventa, senza dirlo esplicitamente, il Presidente della Coldiretti e cioè che una comunità in crisi anche nella sua governance politica non è in grado di esprimere una visione, un disegno e un  progetto organico di valorizzazione delle potenzialità agricole di un territorio di grandi dimensioni in cui, ad esempio, si dimentica spesso di avere una scuola d'eccellenza come l'ITAS Vivarelli. Non è quindi il caso di prendersela troppo se il Sindaco o gli assessori hanno preferito disertare la rassegna del Loggiato san Francesco. E' nella loro indole, in quel mix di vizio e natura che ne tradisce lo spirito di politici trapassati e remoti e che li spinge a ritenere che dopo l'industria per questa terra ci sarà solo il diluvio del Re Sola. Noi cittadini fabrianesi, per grazia di Dio e degli uomini, la pensiamo diversamente da loro e anche per questo libiamo ancora i lieti calici. Perchè in vino veritas e in Ioannes Baldutius pietas!
    

8 commenti:

  1. Massimo Frascarello01 maggio, 2013

    Snobismo della sinistra? Di sinistra non se ne intravede traccia, neppure in una delle mille versioni più permaflex. E francamente neppure di snobismo, si tratta. Diciamo mancanza di slancio....prosit Gian!

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  2. se lo dici tu che non c'è traccia di sinistra ci credo Max!! :)))

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  3. Non confondere caro Gian!!!!! Credo mi hai capito!!!!

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  4. Personalmente non ho mai avuto paura dei cambiamenti, perchè, anche se di base tradizionalista, sono sempre stato molto curioso. Quando tu citi "Noi cittadini fabrianesi, per grazia di Dio e degli uomini, la pensiamo diversamente da loro.." hai perfettamente ragione per quanto riguarda le libagioni, purtroppo tale riscontro non si ritrova invece per quanto concerne il panorama politico. In questo caso, la maggioranza dei cittadini fabrianesi la pensa in modo un tantinello diverso e così, di fronte al provare un cambiamento, c'è stato chi sbandierava ai quattro venti l'ironia su URBAMOLA e chi prendeva il pullman per andare al mare. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Un fraterno abbraccio. Giancarlo.

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  5. Stano che nessuno della Giunta si sia presentato alla manifestazione, perlomeno pe magnà agratis.

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    1. nemmeno la DC è più quella di una volta....
      _______________
      G.R.

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  6. I vecchi democristiani avrebbero magnato bevuto sorriso e dispensato favori

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  7. è vero, i vecchi democristiani sapevano sempre quando essere presenti, adesso col banco che salta e il dibattito pubblico (e il pubblico linciaggio) spostato su facebook sembrano tutti un po' spaesati, neanche le clientele sono più quelle di una volta... tuttavia non credo si tratti di snobismo intellettuale (la sinistra manco la nomino), se così fosse avremmo un assessorato intento a programmare una politica culturale attiva con eventi di impatto turistico, o almeno a promuovere adeguatamente quel poco che c'è. le attività del museo della carta (encomiabili per carità) d'altra parte sembrano come sempre autoreferenziali, più indirizzate a dare lustro alla struttura e a chi la dirige che a lasciare una vera impronta per le strade della città.
    Mi sembra piuttosto che si brancoli nel buio, tanto per portare a casa la pagnotta, proteggendosi possibilmente dall'infamia ma con scarso interesse per la lode. anche unire i puntini è complicato se non intuisci il disegno.

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