11 maggio 2012

Straziami ma di baci saziami!

Ieri ho lasciato la macchina a viale Moccia, avanti alle plance elettorali. Mi è caduto l’occhio su due classici manifesti di ringraziamento per i voti ricevuti: quello di Urbani e quello di Sagramola, i gemelli diversi. Personalmente considero il manifesto postelettorale di ringraziamento una delle cose più ridicole e false che si possano fare, una sorta di peto impacchettato per fottere, in seconda battuta, la buonafede degli elettori. Ma l’occhio mi ci è caduto lo stesso e non ho potuto fare a meno di trovare conferma a una mia tesi. Manifesti di ringraziamento di Urbani: “Ora tutti insieme per voltare pagina”. Manifesto di Sagramola: “Ora insieme al ballottaggio”. La domanda sorge spontanea: ma Urbamola è davvero soltanto un mio delirio o invece una concretissima realtà politica e antropologica? Possibile che su un vocabolario che comprende circa settemila termini d’utilizzo quotidiano i due candidati siano riusciti a usare due parole uguali su un totale complessivo di nove? Ci sono due spiegazioni. Una vera e l’altra verosimile. La vera è che scrivono parole uguali in quanto psicologicamente uguali, e non a caso il linguaggio è innanzitutto una traccia del pensiero. La seconda, verosimile, ma non accertabile e che i due si siano telefonati per mettersi d’accordo. Provo, allora, a immaginare una ipotesi di dialogo telefonico:
U: Pronto Giancà. So Urbà.
S: Ciao Giancà come stai?
U: Che cazzo dici Giancà so Urbà no Giancà
S: Santo Dio Urbà me confonno sempre. Sarà che ce arsomiamo così tanto Urbà
U: No gnente Giancà stavo a pensà a come ringrazia la gende che c’ha votato.
S: Urbà sai che ce stavo a pensà pure io! Ma pensa te Urbà, stavamo a pensà tutti e due la stessa cosa allo stesso momento. Volemo fa na cosa Urbà? Scrivemolo uguale sto ringraziamento così la gente pensa che se vinci tu ho vinto pure io e se vinco io puoi festeggià pure tu.
U: Giancà ma lo sai che c’hai avuto proprio na bella idea? Io ce scrivo voltamo pagina e tu?
S: Io Urbà ce scrivo ballottaggio. Almeno glie famo crede che l'avemo fatti diversi. Ecco così me piace Urbà. 
U: Si bravo Giancà scrivemocelo. E poi è ora che stamo insieme noialtri, perchè semo fatti della stessa pasta. Pastimbianco tutti e due. Ora, insieme.
S: Urbà c’hai ragiò! So proprio tanto contento che la pensamo uguale mannaggia li pescetti rossi.
U: Stamme bene Giancà, co tutti sti grilli che sta a cantà non se fa mai notte. Prepara le fave pe la festa che io ce metto la porchetta.
S:Ciao Urbà te vojo vene
U: Anche io Giancà.
Non sappiamo cosa sia realmente accaduto e se i messaggi fotocopia siano frutto di accordo o di pochezza linguistica. Ma è tra questi due che dovremo scegliere. Volenti o nolenti. E che Dio ce la mandi buona.
    

4 commenti:

  1. "bona"...e senza "perizoma"!!!!
    come riflessione, non fa una piega (il vocabolario della lingua italiana è spesso un palmo abbondante...non saranno mica tutte illustrazioni, no!?!?!)...quanto al dialogo...non ce posso pensa'!....pare vero...ma non po' esse'....

    _____________
    G.R.

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  2. totalmente inventato da me ovviamente....

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  3. si...beh, lo si capiva!

    __________
    G.R.

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  4. :)))))))) repetita juvant

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