24 dicembre 2013

Un Buon Natale a tutti: dignitoso e mai sereno

Foto: *** BUONE TASSE A TUTTI ***
Foto di Davide Riccioni



L'amico Davide Riccioni ha taroccato sapientemente una foto di Piazza del Comune, simulando che l'augurio natalizio alla città, sparato dalla luminarie mobili sul Palazzo del Podestà, non fosse "buone feste" ma "buone tasse". Una trovata politicamente scorretta e quindi - in quanto tale - degna di nota civica e di citazione politica; una manipolazione in Photoshop che appare geniale proprio per quel ricorso alle meraviglie della sintesi con cui è possibile trasformare concetti prosaici e assai poco natalizi in dardeggiamenti istruttivi e folgoranti. Questa foto, riveduta e corretta, esprime al meglio le festività incombenti su una comunità che, diversamente da quel che immaginano politici con lo sguardo miope, le orecchie foderate e il cuore indurito, non ha davvero nessuna ragione per essere serena, aperta, dialogante e speranzosa. La realtà fabrianese - quella vera e concreta, non certo la Fabriano diabetica e melassosa imbrattata senza decenza e senza sosta dagli zuccherifici istituzionali - non ha le fattezze morbide e voluminose della sacca di Santa Klaus ma quelle acuminate e angolose del "dono tributario"; non esprime più il soave gioco di intermittenze sull'Albero di Natale, ma l'effetto depressivo delle luci dei negozi che si spengono per cessata attività; non si condensa come un tempo attorno alle tavole imbandite e pronte per il Cenone della Vigilia ma a ridosso di un supermarket della marginalità dove è già tanto il procurarsi una confezione di latte non ancora viziato dal sopraggiungere di una lieve acidità. Paradossalmente il Natale di quest'anno è il primo davvero cristiano di una città che ha perduto ogni simbolo e memoria della sua antica e solida regalità, che suo malgrado si è liberata di quell'eterna epifania - dell'oro, dell'incenso e della mirra - dispensata a piene mani da un modello economico, sociale e padronale che aveva riconosciute e dichiarate pretese di durata e di primato. Il 2013 è stato l'anno in cui la Indesit ha ufficialmente cessato di essere il fiore all'occhiello della comunità fabrianese per farsi multinazionale definitivamente nomade e indifferente; l'anno in cui un Tribunale della Repubblica ha sancito, in forma di sentenza, la farsa del finto salvataggio Ardo; l'anno in cui una classe di amministratori pubblici inetti ma presuntuosi ha ritenuto fosse giunto il tempo di sacrificare il poco grasso che resta in una città impoverita e lunare in nome di equilibri contabili e di bilancio trasformati in idoli pagani, nel vitello d'oro di una casta di burocrati e farisei innamorato della prescrizione e del comando. Giusto ieri il Sindaco Sagramola ha augurato ai fabrianesi - per il tramite di una trasmissione radiofonica - un Natale di serenità. Almeno per una volta, magari solo per questa volta, avrei voluto davvero trovare nelle parole del primo cittadino un qualche motivo di identificazione, avrei desiderato sentirlo sinceramente capace di muoveri una qualche corda interiore, di restituire anche ai più scettici un filo sottile ma resistente di condivisione e appartenenza. Invece, ancora una volta, la realtà delle cose è stata buttata nell'armadio dei cani, ricadendo nell'antica e mai sopita tentazione di inamidare la verità, di caricarla di unguenti ed emollienti, di levigarla fino a farla scomparire perchè una cosa di cui non si parla è semplicemente una cosa che non esiste. La città ha perduto 700 mila piani di cottura di produzione locale e si parla di un buon accordo che apre scenai di speranza; si pratica, attraverso la Tares, una politica di spoliazione tributaria e si dice che è stato fatto tutto a regola d'arte, tenendo conto dei problemi economici e del disagio dei più deboli. No, a chi governa questa città non mi sento davvero di fare alcun augurio di buone feste. Mi limito a farli soltanto alla mia gente, quella che non finge, che non si accontenta delle parole ufficiali e che scava senza fare sconti alla verità: auguro a queste persone, a questi concittadini un Natale in cui la nudità della nostra condizione difficile non sia motivo di vergogna e di amarezza ma ragione aggiuntiva e forte di dignità, di orgoglio e di combattimento.
    

15 commenti:

  1. ....400000 piani di produzione locale, almeno sforzati di scrivere la verità...lo so che è difficile.... Buon Natale

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    1. 400 mila di melano. I 300 mila della CE di Fossato di vico non li consideri? Siamo a quindici km meno che gaifana....

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  2. "Mi limito a farli soltanto alla mia gente, quella che non finge,"

    farai presto allora... si contano sulle dita di una mano, non c'era bisogno di fare un post.

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    1. Grazie Giampietro buon Natale anche a te !!!! Un bel vaffanc..o ai 4 pecoroni che difendono sta giunta di vaccari ( con tutto il rispetto per i veri vaccari)

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    2. Di pecorone che difende la giunta ne è rimasto uno solo

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  3. Certo adesso che ci hai svelato che sono "solo" 400 mila il panettone si taglia meglio. Lazzaroni anche la Vigilia

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    1. che fenomeno.. anche alla vigilia

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  4. Bravissimo Simonetti, più ti colpiscono più alzi il tiro. Non è che tutti sti invidiosi ce li hai al libro paga ? Buon Natale Gps!! Claudio

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  5. Il mio augurio e' per tutti, certamente un pensiero ai piu deboli ed in difficolta'... f.to giorgio fraticelli

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  6. Tanti , anzi ,tantissimi auguri a tutti e per Natale anche al Sindaco . Buon 2014 f.to. Urbano Urbani

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    1. Bravo Urbano, vedo che siamo nella stessa linea di pensiero, un buon Natale si augura a tutti, una riflessione cristiana fa sempre bene!!!!!!!
      F.to Giorgio Fraticelli

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    2. L augurio per il sindaco è quello che il padre eterno gli dia un po di lucidità mentale. Ma ho forti dubbi

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  7. Auguri per un sereno Natale e un migliore 2014!!
    F.to Demitri Peverini

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  8. Chi di tares ferisce poi più di Taressss perirà

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  9. "la nudità della nostra condizione difficile" è finita in un brodo di giuggiole, rivoltosi a panze piene non mi convincerete mai. :-D

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