28 giugno 2013

E lucean le stelle....


Foto: Mi scuso per l'insolenza ed il disturbo, ma lei è sempre molto attento alle difficoltà degli ultimi e dei più soli
questa volta si parla dei lavoratori fabrianesi
e del territorio limitrofo
che sa bene
esser massacrati
dalla precedente ed attuale incombente
minaccia
al loro lavoro
ho organizzato
con l'ufficio cultura della diocesi di Fabriano
di cui sono Direttore
una fiaccolata
di preghiera a sostegno di queste parsone
le chiedo aiuto 
nella divulgazione dell'iniziativa e nella solidarietà del gesto
la ringrazio sentitamente
don Andrea Simone

Lunedì 1 luglio alle ore 21, da Piazza del Comune, prenderà il via una fiaccolata per il lavoro - promossa dalla Parrocchia di Melano, dalla Diocesi e dalla Pastorale per il Lavoro - che si concluderà presso lo stabilimento di Melano. Personalmente ho avuto il piacere di collaborare a questa iniziativa che ha l'obiettivo di alimentare una sensibilità solidale della città rispetto ai drammatici problemi del lavoro che stiamo vivendo. E' stato questo, fino ad ora il vero tallone d'Achille, perché nonostante limiti e incertezze l'azione sindacale si è sviluppata in modo forte e creativo. E' invece mancata la città, che non è riuscita a farsi cuore pulsante, retrovia vivo di un impegno a difesa del lavoro che ha bisogno di oltrepassare i cancelli delle fabbriche e germogliare quasi casa per casa. Ma sarebbe del tutto idealistico immaginare una Fabriano in cui ogni cittadino, autonomamente, diventa partecipe e solidale, perché l'inerzia delle cose è una zavorra condizionante e la cura del "particulare" un richiamo forte e primario. Ecco allora che servono stimoli esterni che possano catalizzare l'attenzione e la partecipazione. E nel vuoto assoluto della politica locale - che  attraverso i partiti avrebbe dovuto esprimere ben altra qualità della rappresentanza - l'unico soggetto capace di farsi comunità, di trovare un luogo comune estraneo ai limiti e alle faziosità dell'appartenenza politica e di immaginare una partecipazione non divisiva è la Chiesa. Si tratta di una constatazione fotografica, di una Polaroid puramente laica che va oltre il giudizio sul fare e sull'essere del cattolicesimo e della sua organizzazione terrena. La fiaccolata è, infatti, una manifestazione fortemente simbolica e altamente unificante, fondata sui segni e sul significato della luce. La luce, per i credenti, incarna l'appello al chiarore della verità e alla potenza del Creatore affinché ispiri la coscienza e le scelte di chi, con le sue decisioni, può distruggere le vite e il destino degli altri. Per noi laici la luce è il lume settecentesco della ragione, il "chiaro e distinto" cartesiano, la capacità di modificare la combinazione delle cose attraverso il supporto di una razionalità in grado di progettare e proporre soluzioni a tutela del lavoro e dei lavoratori. La luce è, per tutti, la vita che si oppone all'istinto di morte, al thanatos freudiano che accompagna certe decisioni scellerate e certi Piani di Salvaguardia. Ma da buon laico mi è sorto naturalmente un dubbio: questa fiaccolata serve a qualcosa o è soltanto una testimonianza destinata a disperdersi rapidamente? Non serve nel senso utilitaristico del termine, perché non sarà il chiarore di poche o molte candele a modificare i contenuti del Piano o a cambiare le certezze lautamente remunerate dei manager Indesit. Ma questa fiaccolata è, sicuramente, un segno di speranza e di fiducia nella comunità, in noi stessi e nel futuro. Per una volta proviamo a essere fabrianesi e a dimenticarci di tutto il resto. E' solo un auspicio e una speranza ma, come diceva il filosofo marxista Ernst Bloch, l'uomo è innanzitutto un animale che spera. E la speranza si nutre di lavoro, perché senza lavoro "l'animale che spera" è soltanto disperata solitudine.
    

14 commenti:

  1. A te Fregoli ti fa una pippa!
    Don Simonetti....

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    1. Anche sto vescovo di destra, prima tutto amico dei merloni poi improvvisamente dalla parte dei lavoratori ... mah!

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    2. che a volte ci sia stata troppa condiscendenza verso i merloni , puo' anche essere vero , ma è necessario che tu sappia che a Fabriano i preti da voi tanto disprezzati aiutano in silenzio tanta gente , senza andarlo a raccontare sui giornali , se da una parte è vero che magari apparentemente il nostro vescovo è sembrato amico dei merloni ,posso dire quasi con certezza che in realta' sono persone diametralmente opposte in tutto

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  2. Battuta totalmente prevedibile e sfigata. Il merlonismo ha davvero ucciso i cervelli

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  3. io ci sarò!
    Nonostante tutto, perchè è il tutto che dobbiamo superare...)

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  4. secondo me, è sbagliato il percorso...
    io, l'avrei ragionata con partenza, si, da piazza alta, ma per poi passare davanti agli uffici della indesit e concludere a Colbellaluce!!!!!!
    andando a Melano, "qualcuno" potrà fare bellamente a meno di battere ciglio!

    nota non seria...

    P.S. si, decisamente ti sta spuntando lo scudo-crociato in fronte!!! :-D
    _____________
    G.R.

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  5. notizia ultima ora.
    lo stabilimento indesit di albacina chiude da venerdi' ore 14.00 fino a martedi' prossimo.secondo la teoria dei dirigenti per mancanza di pezzi da produrre causa sciopero,in pratica i nuovi dirigenti.capi personale,direttore,e personaggi vari appena arrivati in indesit,e che nulla sanno della storia e vicende dello stabilimento di albacina,si sono offesi (poverini)per gli scioperi fatti da quei poveracci in tuta blu' li d'avanti!!!!

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    1. Una domanda ma è vero che le linee non hanno possibilità di produrre causa mancanza rifornimenti ?
      O è una scusa ?

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    2. se fosse vero, tratterebbero, penso...invece si sentono forti della loro posizione.
      ____________
      G.R.

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    3. fracendo scioperi a "gatto selvaggio"il danno arrecato all'azienda è superiore alle ore perse.mi spiego meglio, se faccio 8 ore di sciopero perdo 5000 pezzi ma non pago le ore non lavorate (5000 ore circa)quindi zero problemi.
      se invece faccio, mezza ora di sciopero donne,mezza ora uomini,le catene di montaggio fanno piu disastri che pezzi(difficile riorganizzare il lavoro se ti manca una persona,figuriamoci quattro o cinque o piu')in piu devo pagare due o trecento impiegati(questa è la cifra,non è un numero a caso) che non scioperano e non fanno un caz.... emmm che fanno il loro lavoro di sempre.
      quindi anche un fesso rincoionito capisce che è meglio mandare tutti a casa.(tranne gli impiegati,la casta,che ora sai cosa fanno.

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    4. Spesso, molto spesso, chi dice agli altri che sul lavoro non fanno un cazzo è proprio quello (o quella) che di mestiere fa la fancazzista. E che nella vita ha avuto tutto spianato, tanto da poter perdere tempo a dire maldicenze degli altri.

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  6. La chiesa auta molti. MA chi sono i molti ? non sappia la destra i racomandato di sinistra ...ops non sappia la destra ciò che a la sinistra. Oppure era non sappia CL quello che fanno al monastero ? Ma per i poverini ex ardo ? fiaccolate ? Colletti bianchi raccomandati... perché gli operai mai lo sono stati ? Vescovo mio poi ti chiederò quanta gente c'era a messa ? ma chi se ne frega meglio la curia che fa spettacoli teatrali ( sponsorizzati anche da Indesit ) e che scende in piazza che quella che predica... si si evviva la chiesa laica ! Be allora meglio la setta 5stele !

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