29 giugno 2013

L'onore di Squinzi e le parole ritrovate



Nei giorni passati ci si è molto interrogati sul silenzio di Confindustria sulla vertenza Indesit. E in molti hanno interpretato la posizione defilata dell'associazione degli imprenditori come una sorta di peccato di omissione rispetto alla drammatica situazione economica e occupazionale del nostro territorio. In realtà era assai difficile - se non impossibile - per la Confindustria regionale, e più ancora per quella della provincia di Ancona, assumere una posizione di esplicito dissenso o rimarcare una netta presa di distanza dal principale gruppo industriale marchigiano: sia in quanto soggetto che si presume versi una consistente quota associativa sia perchè Andrea Merloni è stato scelto per affiancare, col ruolo di Vicepresidente, il neopresidente di Confindustria Ancona Claudio Schiavoni. Insomma, pretendere che Confindustria aprisse il fuoco sul più importante dei suoi associati era un po' come chiedere alla Fiom di abbandonare i lavoratori Indesit al loro destino. Ma ieri ad Ancona è arrivato Giorgio Squinzi, il Presidente nazionale di Confindustria. Squinzi è un imprenditore del nord, attento ai problemi della produzione e agli effetti deflagranti di una questione occupazionale e sociale sempre più grave e irrisolta. Con le sue parole, pronunciate in occasione dell'assemblea dei soci di Confindustria, Squinzi ha, in qualche modo, tolto dall'imbarazzo i suoi sodali marchigiani sulla questione Indesit. Lo ha fatto calibrando i toni e scegliendo la via diplomatica del dire lasciando intendere: "Spero si possano trovare soluzioni che non danneggino i lavoratori e che non distruggano l'occupazione nel nostro Paese." Sono parole sicuramente morbide e levigate ma si focalizzano sulla centralità del lavoro e dei lavoratori e non certo sulle economie di produzione a cui fa appello il management Indesit per giustificare le proprie scelte. Una soluzione della vertenza Indesit che non distrugga l'occupazione nel nostro Paese - ossia a Fabriano e a Teverola -  può esistere solo se viene rimesso in discussione il tema degli esuberi, perchè ogni lavoratore computato come "di troppo" nei processi produttivi è oggettivamente un frammento di distruzione del lavoro che si attua nel nostro Paese. Ciò significa che Confindustria, al massimo livello, non condivide la linea dura dell'azienda, il ricorso alla serrata, l'indisponibilità a trattare sugli esuberi e l'obiettivo sempre più dichiarato di delocalizzare lasciando alla collettività e agli ammortizzatori sociali la sepoltura dei morti e la cura dei feriti. Si tratta di un pronunciamento politico di grande rilievo che, fino ad ora, non sembra essere stato colto dagli osservatori e dai diversi soggetti coinvolti nella vertenza Indesit. Più di questo, realisticamente, da Confindustria non si poteva pretendere anche perchè uno Squinzi vestito da Landini o col fervore di un Cremaschi sarebbe apparso assai poco credibile, sia per i suoi associati che per la controparte. Non a caso si viene riconosciuti come interlocutori forti e affidabili quando si ascoltano gli altri restando se stessi e non quando si gioca a compiacere la controparte, magari fingendo di averne fatto propri i sentimenti e le posizioni.
    

2 commenti:

  1. Forse, e dico FORSE, non è troppo tardi per la famiglia Merloni salvarsi da questa situazione a dir poco incresciosa. Smettiamola, anche se è quasi impossibile, di vedere solo la possibilità
    di un disastro imminente per la città di Fabriano come unica alternativa. Se qualche lettore di questo blog ha la possibilità di parlare co i Merloni, cerchi di far capire a Maria Paola o ad Andrea, di quello che sono in procinto di combinare (o di lasciar combinare per loro ) i manager che hanno scelto per guidare questa azienda. E' vero che Milani lo ha scelto Vittorio, ma è anche vero che se non fosse GRAVEMENTE malato lo caccierebbe via a calci in culo mettendo magari al suo posto qualche manager che con i controc.... come ha già fatto più volte in passato. Hanno ereditato una grande azienda, un mucchio di soldi, ma anche la responsabilità del futuro di migliaia di famiglie. Hanno fatto errori madornali, si sono disinteressati dell'azienda, ma forse non è troppo tardi per rimediare. Pensino per un solo istante a cosa farebbe il SIGNOR VITTORIO nei loro panni.E forse SIGNORI lo diverranno a loro volta anche i figli. Perchè si ereditano i miliardi di euro, ma SIGNORI bisogna diventarci con le proprie azioni, e Vittorio era un gran signore, quando veniva in azienda si dava meno arie di tutti i tirapiedi (direttori,capi uffici ecc) che aveva vicino, ma vi assicuro, io c'ero, il SIGNORE RISALTAVA ALL'ISTANTE.ERA SOLO LUI. Spero che qualche figlio possa fregiarsi di questa onoreficenza,il titolo di SIGNORE.

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  2. "bisogna fare cose utili" ha detto "fare cose utili alla gente non pensare al posto fisso" poi gli hanno chiesto "cosa intende?" e lui: "non saprei"
    soldi soldi soldi valanghe di soldi palanche di sghei.........la Electrolux trento chiude la Indesit chiude chiude tutto e allora sai cosa ti dico ciao http://youtu.be/ZqE8q3YJaM0

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