5 giugno 2013

La lavatrice Maya e i sacrifici umani in Indesit

Quello annunciato ieri dalla Indesit non è un Piano di Salvaguardia e Razionalizzazione, perché il nome non ha alcuna relazione con le cose. Trattasi, infatti, di una riproposizione modernizzata di un vizio antico del capitalismo: prendi i soldi e scappa. E di fronte a una fuga in Turchia e Polonia, accompagnata dall'affronto di un contentino italico e fabrianese di alta gamma, di cosa si vuole discutere? Non siamo di fronte a una proposta che si può limare attraverso un normale tavolo negoziale o per il tramite di una mediazione istituzionale e ministeriale. Siamo inannzi a un editto bizantino: o bevi o affoghi. Perchè quando si annuncia un livello di esuberi che corrisponde a circa un terzo della forza lavoro presente in Italia, quello che un'ossessione linguistica politically correct denomina ipocritamente Piano di salvaguardia e razionalizzazione diventa di fatto una tonnara di Favignana, un rito maya incentrato sui sacrifici umani di lavoratori pitturati d'azzurro e con la I stampata sul petto come in Apocalypto, una decisione epocale e letale che si fa epitaffio di una civiltà produttiva e manifatturiera, come hanno giustamente osservato le federazioni dei metalmeccanici di CGIL e CISL che, poi, assai meno giustamente hanno indetto quattro timidissime ore di sciopero quando ne sarebbero servite almeno mille volte tanto. Il Sindaco Sagramola ha prima parlato di un fulmine a ciel sereno e poi si è lasciato andare su Facebook a un mieloso, nostalgico e pilatesco ricordo dei tempi d'oro, come se questo uragano fosse una scoreggetta piccina e inattesa. E ciò malgrado fosse pure lui perfettamente consapevole, al pari di ogni concittadino adulto, di quanto grandi e minacciose fossero le nuvole che si stavano addensando intorno al quartier generale della multinazionale del bianco. Di tutt'altra caratura le parole del Vescovo Veccerica che ha ricordato il debito di riconoscenza che Indesit deve a questo territorio da cui ha avuto la vita e di cui ha macinato vite. Secondo il Piano saranno circa 480 i lavoratori fabrianesi costretti alla condizione anonima e chapliniana di esuberi, come a dire carne di porco immolata per mantenere il grasso di cui abbisognano gli azionisti, la Borsa e i sottoscrittori del flottante. Perché questo è lo spirito animale del capitalismo: un sistema che ti liscia il pelo fin quando gli garantisci la remunerazione attesa e ti spedisce alla Caritas o ai cipressi quando il ritorno sugli investimenti si scosta troppo da quello riportato nelle presentazioni in PowerPoint e negli eleganti fascicoli con cui si discute e si decide nei consigli di amministrazione. Sono stati molti, anzi troppi, i segnali che hanno prefigurato il salasso e che ne hanno delineato il sentiero, come il lampo annuncia il sopraggiungere del tuono: prima la cassa integrazione soltanto mormorata per non intralciare le elezioni politiche e le candidature parentali, poi gli ammortizzatori sociali che hanno cominciato a seminare sfiga e tremore tra le certezze e il consenso degli impiegati, poi ancora la messinscena - assai apprezzata dal sindacalismo giallo - del taglio alle remunerazioni dei dirigenti a titolo di condivisione simbolica dei sacrifici di massa, quindi il lungo e laborioso cambio al vertice, con la famiglia pronta a indietreggiare per lasciare al top manager ultrapagato l'onere della scure, quella che avrebbe falciato teste, storie e destini. Lo smantellamento finale di una produzione italiana, come quella di Indesit, rappresenta l'attraversamento di una border line per la nostra città, una linea di confine capace di segnare il prima e il dopo, la frontiera che separa la lunga e rassegnata stasi di una comunità - ancora convinta di farcela grazie al miracolo di antichi e perduti capitani - dalla consapevolezza che l'abisso in cui siamo precipitati è profondissimo e ancora da percorrere, in una rovinosa, lunghissima e imprevedibile scivolata. I tavoli di contrattazione, gli accordi di programma, i vertici in regione e al ministero non servono più e voglia Iddio che nessun politico abbia tanto naso dipinto di marrone, ovvero imbrattato di merda padronale, da rilanciare ipotesi e soluzioni che già abbiamo conosciuto con la Ardo, le sue ombre cinesi e i suoi sogni orientali e persiani. E' il momento delle azioni eclatanti e di mettere in saccoccia mediazioni e moderazioni: le scelte di Indesit troncano ogni mediazione e possibilità di accordo e, alla fine, si farà per filo e per segno quel che ha deciso l'azienda. Ma ciascuno sarà chiamato a difendere con energia e coraggio, anche personale, una comunità violata dalla dura legge dei numeri e del libero mercato. Anche se la sconfitta è già scritta nelle cose. Giusto un anno fa Sagramola veniva eletto Sindaco di Fabriano. Al suo posto celebrerei incatenandomi davanti agli uffici della Indesit, restando lì il tempo necessario a trovare una soluzione, non dico buona o sopportabile ma socialmente decente e dignitosa. Magari accompagnando questa volontà di lotta con le dimissioni da primo cittadino. Tanto per rimarcare che non ha più senso governare una città cancellata dalla cartina geografica e dal futuro a colpi di esuberi e di requisizione degli impianti. Per una volta sarebbe un sogno avere un sindaco rapace e rabbioso, un primo cittadino che è primo proprio perché per primo tra i suoi pari rivendica e difende la dignità della sua gente. Ma appunto: è solo un sogno circondato da concretissimi incubi. E ha perfettamente ragione quel politico che stamattina immaginava una città in cui fra poco la gente trascorrerà il tempo pensando a voce alta e contando i sampietrini.
    

28 commenti:

  1. Analisi perfetta, condivido tutto, solo una cosa quando dici"....lunghissima e imprevedibile scivolata." maddeché?
    Tutto prevedibile e calcolato, tra l'altro apparecchiato alla luce del sole sotto gli occhi di una città immobile che i sampietrini invece di contarli doveva iniziare a tirarli tanto tempo fa....adesso è tardi.

    Per la cronaca l'UNICA forza politica che è andata a parlare, qualche settimana fa, con "la famiglia" rappresentata da Maria Paola Merloni è stata il vituperato (su questo blog) MoVimento 5 Stelle, nella persona del Consigliere Arcioni che sostanzialmente, pur nella dialettica di un incontro comunque cordiale, ha fatto la seguente domanda (condensata per esigenze di redazione):

    CHE CAZZO STATE FACENDO?

    L'iniziativa (al solito ampiamente riportata dai giornali) purtroppo sarà la solita voce nel vuoto (spinto) della vostra inutile politica che voi lettori di questo blog tanto amate e tanto ha fatto per tutti noi.

    R.I.P.

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    1. Non credo che rivendicare primato cambi la sostanza dei problemi locali caro Cristiano. Il destino di Fabriano riguarda tutti. E servono iniziative unitarie. Il resto mi sembra tanto un guardarsi allo specchio.

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    2. Pascucci, parli bene tu con la moglie che al posto di una farmacia c'ha na' miniera d'oro... ma sta zitto va'.. che mejo!!

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    3. La Fuxia e la Terzoni ce lo faranno un salto alla Indesit o aspetteranno che arriva prima MP Merloni?

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    4. Illusi: Fucksia, Terzoni, Arcioni, M.P.Merloni, maroni, bidoni, me cojoni, Sagramola, Sorci, Spacca ecc.ecc. è solo propaganda. La macchina si è messa in moto e non si può più fermare e, la risposta, sta nella non risposta alla domanda "che cazzo state facendo?". Il dialogo con le parti sociali, con le istituzioni, e la proprietà, si poteva intavolare solo quando e se l'A.D. avesse detto: "ragazzi, qui c'è questo problema, la situazione del mercato dell'elettrodomestico italiano è questo, quella dell'europa è quest'altro, e quello mondiale è questo. Avanti così rischiamo questo, mentre, bilanci alla mano, budget, business planning, se procediamo su quest'altra strada, possiamo salvare ..... ecc.ecc. Cosa ne pensate? Cosa proponete?
      Tutto ciò non è avvenuto e i comunicati stampa, a mio avviso riguardano decisioni già prese, delocalizzazioni già avviate. Si potrà trattare sul numero di coloro che perderanno il posto di lavoro, anzichè 1425 magari diranno 1400 ma la sostanza non cambia: altra macelleria sociale. E poi parlano di responsabilità sociale d'impresa: MA QUANDO MAI, forse questa qualità l'aveva il fondatore, ma questa è un'altra storia.

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  2. Ragionamento:
    a) un'azienda ha come obiettivo il profitto. Punto. E' nella sua natura fare tutto il nercessario per perseguirlo. E' nella sua natura fregarsene di ogni altro aspetto.
    E' da ipocriti pernsare il contrario. Punto.
    Esistono imprenditori "buoni", come esistono cannibali vegetariani o squali senza denti, ma consentitemi di non considerarli come la norma.
    b) i sindicati hanno come obiettivo giustificare i benefit dei propri rappresentanti mediante accordi di comodo concordati con gli imprenditori. Una specie di "patteggiamento" in aula di tribunale. Ergo inutile aspettarsi "vittorie", ma solo contentini.
    c) la politica democratica ha come obiettivo giustificare i lauti compensi di chi ne occupa le poltrone mediante imbrattamenti marroni a 360°. Altro non ha dato dimostrazione nei recenti (purtroppo anche passati) anni di governo democristiano.

    Ergo:
    a) l'azienda fa la sua mossa
    b) i sindacati la loro
    c) la politica democristiana anche

    Previsione futuro fabrianese:
    una città che sarà presto definita "poccia sociale" esemplare in tutta Italia, popolata da veri e finti poveri, i primi in guerra con i secondi. Una situazione che attrarrà sempre più sanguisughe sociali dall'esterno e svilupperà quelle già radicate nel territorio. Il tutto finché le risorse non finiranno ed a quel punto rimarrano solo dei vecchi, malati, drogati di assistenzialismo in crisi di astinenza.

    Soluzioni possibili:
    a) imitare i nostri cari immigrati, cioè fare il fagottino, andarsene in un paese estero (sperando di trovarne *magnanimi* come l'Italia) e riportare a casa il gruzzoletto di tanto in tanto
    b) rimanere attaccati alla poccia dell'assistenzialismo finché il latte non finisce e poi spirare
    c) tirar giù dal trono questo branco di nullafacenti forbiti di politichese che prendono per il culo chi li ha eletti e cominciare ad usare quegli attributi maschili che non servono solo a gonfiarsi.

    Giampiero, tu sogni bene un sindaco così, poiché lo incontrerai solo nel mondo onirico.
    Ma è esattamente ciò di cui ora avremmo bisogno, cioè battaglia!

    Perché ragazzi ora siamo in guerra.

    A voi la scelta se subirla o tentare di rovesciare le sorti.
    Non spetta più a "loro", ma adesso spetta a noi!

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  3. RITRSCRIVO IL MIO INTERVENTO DEL 15.3.2013 CHE RIPRENDE UN'ALTRO INTERVENTO DEL 17.01.2013.
    "Anonimo: 15 marzo 2013 12:34
    Gian Pietro, il 17.01.2013 sul tuo articolo: "Merloni che non vende e Best che non si salva", ho avuto modo di scrivere:
    "Mi sembra di vedere le locandine della crisi Ardo dal 2008 al 2012. Tutti i giorni sempre la stessa musica, scioperi, incontri, dibattiti, accordi, convenzioni, convenienze, programmi, idee strampalate e, soprattutto, promesse da marinaio. I politici local-nazional-popolari si vedono solo durante le elezioni amministrative, politiche o regionali che siano. Accordi di programma, milioni di euro stanziati e non spendibili perchè non esiste nessun progetto, nessuna idea. Stesso iter per Faber, stesso iter per le altre che fingono di essere sul territorio ma, in pratica, sono esterovestite.
    Tra pochi giorni vedremo in giro i politici (si fa per dire) locali, qualche MontiZemoliano, qualche Bersaniano o Renziano a promettere. Terranno tutti buoni fino al 01/03/2013 poi ... al mio via .. ."si scatenerà l'inferno". Tutti a promettere l'impossibile e tutti a votare con la solita paura: "se non li votiamo questi se ne vanno"; SE NE SONO GIA' ANDATI!!!!!!!!!
    Ricordo una frase "Indesit resterà saldamente in mano alla famiglia Merloni, unita attorno a prospettive di crescita e sviluppo". La notizia dei circa 600 lavoratori impiegati compresi da cassintegrare, conferma il mio commento del 17.1.2013 che si chiudeva con "inculo i lavoratori che, sia se giovani, sia se padri di famiglia, vedono, all'orizzonte addensarsi nubi minacciose: se non è miseria è ... povertà.
    RIPORTINO LE PRODUZIONI A FABRIANO INCENTIVANDOLE CON L'UTILIZZO DEI 35 MILIONI DI EURO DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA (che con i vincoli e le clausole scritte non produrranno nemmeno 1 posto di lavoro) e si creeranno circa 1.000 posti di lavoro per tre anni: così ho scritto al Presidente della Regione Spacca.
    Altrimenti sono tutte chiacchiere.
    M.C."....

    Avevo ragione: SONO SOLO E SEMPRE CHIACCHIERE E A PAGARME LE CONSEGUENZE SONO SEMPRE I LAVORATORI.

    M.C.

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  4. Ricordo il mio intervento sul tuo articolo: "Merloni che non vende e Best che non si salva" del 17.01.2013.
    In merito alle dichiarazioni di M.P.Merloni, su questo blog, il 18.01.2013, ho scritto:
    "Sulle dichiarazioni di MPN: "Indesit, M. P. Merloni: ‘Nessuna intenzione di vendere, la famiglia è legata alla società" è doveroso precisare:
    il 30,56% del flottante di Indesit Company dovrebbe valere circa 220 mln di euro. Il 43,87% del pacchetto azionario è detenuto dal Dott. Vittorio Merloni, Claudia Merloni il 2,02%, M.Cecilia Lazzarini il 2,88%, Indesit il 9,71%, Ester Merloni il 10,96%. Ieri il titolo ha chiuso con un calo dell'8,5 %. Ieri i volumi scambiati sono stati pari a 2.461.050 pezzi scambiati, un valore superiore sia alla seduta precedente sia alla media settimanale. Il raffronto tra i dati di bilancio 2011 sul 2010 sono tutti negativi: MOL negativo, Ebitda margin negativo, Margine Operativo Netto negativo, Ebit Margin negativo, Risultato Ante Imposte negativo, Ebt margin negativo, Risultato Netto negativo, E-Margin negativo. Se i Cinesi volessero comprare il 30% lo possono fare con circa 220 mln (bruscolini per loro). Al 30% sarebbero obbligati a lanciare un'OPA totalitaria e, se offrissero 8/10 euro per azione contro i 6,20 del valore attuale, tutti venderebbero e .... l'INDESIT ... parte e ... inizia a parlare cinese. Quindi se la famiglia è legata alla società non ha importanza: conta se sono in grado di lanciare una contro OPA".

    Questa di oggi è tutta un'altra maledetta storia.
    Dopo i tagli e le delocalizzazioni, sento puzza di CINESI.
    Maurizio C.

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  5. Avete letto le esternazioni di Gian Mario Spacca? Ha mandato il seguente telegramma al Presidente e AD di Indesit 'Le chiedo un incontro urgentissimo in Regione per conoscere i dettagli del Piano Italia di Indesit Company e dei suoi riflessi occupazionali, produttivi e di filiera nel territorio delle Marche'.
    S'è svegliato cadendo dalle nuvole!! a chi lo vuole far credere che non sa niente di tutto questo?

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  6. I sindacati hanno indetto assemblee interne. Ancora non hanno capito che se non si mobilita la città la questione resta un fatto aziendale e non generale. La fine della Ardo non gli ha davvero insegnato niente.

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    1. Forse tra i fortunati che si salvano il posto di lavoro ci sono dei sindacalisti? - vedi A. Merloni?????????????

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    2. spero di no per quel poco di credibilità che è rimasto in dotazione del sindacato...

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    3. Le assemblee ai lavoratori andavano comunque fatte e penso che di cosa ne pensa la politica sempre pronta a montare su questo carro per convenienza, ai lavoratori non gliene freghi niente. Prima di aprire la bocca parlando di cose sentite dire bisognerebbe avere la decenza di conoscere la materia, possibilmente essendosi sporcati anche le mani in fabbrica e non dall'alto dello scranno del senno del poi...

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    4. Scusami ma non credo che per parlare di fabbrica occorra essere operai. E' un corporativismo che non condivido

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  7. un plauso a quei coglioni che hanno fatto eleggere MPM al senato.....
    il convegno di venerdì casca proprio a fagiolo....
    spacca finanzia la delocalizzazione da ormai 10 anni...
    delocalizziamo anche la fondazione CR!
    sindacati a fabriano: inesistenti (e operai zitti x paura...)

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  8. mentre si discute di casa pound loro delocalizzano!

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    1. certo perchè lo hanno deciso l'altro ieri di delocalizzare, mentre tutti erano occupati a pensare a casaclown...
      ragazzi capisco il momento difficile ma evitiamo di farci prendere da ridicoli isterismi!

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    2. ovviamente era una battuta...mi spiego meglio....invece di demonizzare persone che vogliono manifestare (pacificamente, fino a prova contraria) oppure dare risalto alle rotatorie, al palio, alla fondazione perché politici e giornalisti non parlano di delocalizzazione? l'industria a fabiano è morta, buttarsi su turismo agricoltura, zootecnia, sanità... oppure cominciare a capire che il lavoro bisogna trovarlo fuori...

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    3. concordo su politici e giornalisti...velo pietoso!
      tuttavia minimizzare le differenze di valori tra fascismo e antifascismo è pericoloso!
      si sta perdendo ogni tipo di conflittualità (non parlo di violenza, parlo di conflittualità) e il risultato è che la società civile ne esce smarrita, smidollata, al punto di assistere anche alla tragedia indesit con moderata rassegnazione...
      alla indesit a teverola (CE) gli operai stanno facendo blocchi stradali...non otterranno niente, stanno solo dimostrando che ci tengono alla vita che qualcuno gli sta rovinando!
      qua da noi assemblee sindacali interne...fosse mai che il padrò alla fine ci premia perché abbiamo fatto i bravi...auguri a tutti!

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    4. Ragazzi, ma quali blocchi stradali, sai che je frega al padro'... ma per favore.
      Qua l'unico che può imporsi è lo Stato, basterebbe una semplice legge che SFAVORISSE (non impedisse) la delocalizzazione e che FAVORISSE (col carico e con l'accuso) l'investimento nel paese.
      Ma soprattutto IMPEDISSE il tanto amato (da chi cazzo non se sa) libero mercato dei cinesi!!!!!!!!!
      Protezionismo!!
      Blocco delle frontiere!!! (altro che blocchi fuori lo stabilimento)
      MA BLOCCHI STATALI, NON DEGLI OPERAI

      Finiranno sti culi da lecca' prima o poi in politica

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    5. non entro nel merito delle tue considerazioni, legittime opinioni personali che rispetto.
      diciamo che non è impresa da poco sovvertire le tendenze della politica e (soprattutto) dell'economia mondiali, andando anche contro i dettami del trattato di lisbona che il nostro stato ha ratificato (senza chiedere il parere dei cittadini).
      intanto indesit fa quello che sta facendo, operazione che non piace praticamente a nessuno, ma tant'è...
      adesso mettiamo ipoteticamente di essere cittadini di domodossola o canicattì e volessimo informarci sulla situazione...vai sul sito de la repubblica, che cito ad esempio giusto perché è il giornale/sito d'informazione più letto in italia, e vedi a chi viene dato risalto per testimoniare il malcontento generato da una decisione del genere!
      ripeto, difficile ottenere qualcosa di concreto con i blocchi stradali, ma almeno si dà un segnale, si cerca di sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema!
      capisco che da noi, abituati ad un'opinione pubblica dormiente, può sembrare una strada senza sbocco, ma nel resto del mondo a volte questa cosa funziona!
      altra situazione (diversissima), altro esempio: guarda alla battaglia per la laicità e per i diritti che stanno affrontando i cittadini turchi, considera che è nato tutto dalla protesta di 4 ambientalisti "sciroccati" che volevano difendere 600 alberi (neanche lavoratori)...pensa te!

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  9. a terni il sindaco ha preso le manganellate insieme agli operai della ex thyssen, ma chi nasce oblò non può morire con le palle quadrate (cit. remixed)...

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    1. "chi nasce oblò non può morire con le palle quadrate"
      ti stimo!

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    2. mitico!!!
      da metal mezzadri a metal gaudenti a metal(ex)oblò!!

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    3. sono molti anni che guardiamo il mondo da un oblò vogliamo guardarlo da una carica dall'alto?

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  10. http://www.youtube.com/watch?v=P_sS2mXzGN0 la canzone del metalmezzadro adattissima come elemento di nostalgia non sagramoliana

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  11. che milani e mariapaola merloni per indesit e casoli per elica,delocalizzino in polonia,ci potrebbe anche stare.
    Unica clausola...RIDIANO ALLO STATO TUTTI I SOLDI CHE HANNO PRESO IN DECENNI DI AIUTI STATALI(CENTINAIA DI MILIONI A FONDO PERDUTO E INCENTIVI)
    cosicchè essendo a questo punto(dopo aver dato TUTTI i soldi agli italiani)padroni delle loro fabbriche....possano portarle dove vogliono.
    stessa cosa,elevata all'ennesima potenza,per fiat ecc..
    la morale sarebbe che, tutti gli industrialotti che si sono arricchiti con le amicizie-collusioni politiche lascino in italia i tutti i soldi ricevuti in aiuti.
    esempio:ti ho dato 10 milioni di euro per riconvertire lo stabilimento di melano,tu ci hai portato i piani cottura di albacina(ammazzando anche questo stabilimento)e adesso vuoi portare i piani cottura a napoli o in polonia (per prendere altri aiuti)benissimo.....RIDAMMI I DIECI MILIONI CHE TI HO DATO PER SALVARE MELANO.

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