26 giugno 2013

I tavoli, i gatti selvaggi e le parole

L'appello lanciato dai sindacati al Ministro Zanonato a fare una scelta di campo, schierandosi dalla parte dei lavoratori e contro la Indesit, è una forzatura destinata a non avere seguito concreto perché significherebbe smentire venti anni di concertazione, di accordi interconfederali e di autonomia delle parti sociali, ridando lustro a uno statalismo negoziale che delegittimerebbe, innanzitutto, il sindacato, nella sua funzione di corpo intermedio e di luogo di rappresentanza del conflitto sociale. Ciò significa che quella richiesta parlava a nuora perché suocera intendesse. E la suocera, nello specifico, sono tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nella vicenda, ossia i cosiddetti stakeholders: istituzioni, forze politiche, associazioni, cittadini, comunità locali. E' a queste realtà che si chiede di tirare una riga - o di qua o di là - e di schierarsi: senza remore, senza timori e senza "attendismi". Il problema è che il richiamo alla scelta di campo polarizza ma non mobilita perché contiene un appello alla semplificazione dei problemi e delle soluzioni che un'opinione pubblica esigente fatica ad accettare. I dirigenti delle organizzazioni sindacali sanno bene che nelle vertenze di questa natura è impossibile immaginare un bipolarismo netto di posizioni perché sono tante le implicazioni e le ragioni - materiali e non - che orientano l'atteggiamento delle persone. Anche perché - come scrive il Sole 24 Ore di Oggi - ci sono dati che possono non piacere ma che vanno a comporre il quadro complessivo della vertenza Indesit: un crollo, in dieci anni, della produzione italiana di elettrodomestici da 30 a a 15 milioni di pezzi e nel prinmo trimestre del 2013 un calo produttivo dell'1,8% dei frigoriferi, del 9,8% dei forni a incasso e del 39% delle lavastoviglie. Parafrasando un libro di successo si potrebbe dire che predominano le molte sfumature di grigio piuttosto che le scelte di campo e di civiltà che prefigurano erroneamente una lotta tra il bene e il male. Ed è sufficiente pensare alla posizione mediana degli impiegati per comprendere, senza margini di errore, che la vera sfida è costruire alleanze senza il ricorso a linee di demarcazione morale, perché questa non è una "guerra di movimento" ma una "guerra di posizione" che ha bisogno, nello stesso tempo, di azioni eclatanti e di fine tessitura, di forme innovative di lotta sindacale e di mediazioni in camera caritatis. Da questo punto di vista il Ministro Zanonato - in quanto espressione del Governo, ossia del soggetto neutrale della triangolazione concertativa - può attivare un'azione di pressione e di moral suasion per ammorbidire il vertice dell'impresa sulla questione degli esuberi, che costituisce il principale ostacolo alla riapertura del dialogo. E potrà farlo a maggior ragione se verrà accolta la tesi del Governatore Spacca di aprire un tavolo nazionale con implicazione settoriali e non solamente aziendali. Sul versante delle forme innovative di lotta sindacale, che è l'altro elemento chiave della guerra di posizione, va registrata con favore la scelta di applicare - negli stabilimenti Indesit - i cosiddetti scioperi articolati, a gatto selvaggio, con l'obiettivo di determinare blocchi alla produzione in grado di produrre significative ricadute in termini economici e quindi di sollecitare l'attenzione di un management aziendale attento soltanto alla dura legge dei numeri e delle cifre. In questo quadro sbagliano i sindacati ad affermare che gli scioperi articolati servono a far capire all'azienda che si sta facendo sul serio perché è come se, implicitamente, si ammettesse che la serietà sia sopraggiunta di colpo. E le guerre, siano esse di posizione o di movimento, si vincono anche con un utilizzo sapiente delle parole e per il tramite delle propaganda. Giancarlo Pajetta - il ragazzo rosso del comunismo italiano - raccontò che, durante la Resistenza, la prima Brigata Garibaldi sorta in Piemonte fu denominata quarta. In modo tale che i tedeschi si convincessero dell'esistenza di almeno altri tre raggruppamenti partigiani. Meditate, sindacalisti, meditate.



    

15 commenti:

  1. vediamo se indovini a chi è stata venduta?

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  2. Siamo pigri, diccelo tu!

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  3. http://www.ft.com/cms/s/0/def64c70-84ac-11e0-afcb-00144feabdc0.html#axzz2XJMjN3lF

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  4. Ma l'inglese almeno sallo.. si parla di Indesit che acquista non che viene acquistata !

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  5. Se il Financial Times scrive quello è perchè è vero, sono stupidi o non seguono le chiacchiere fabrianesi...

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  6. Ma è stata venduta? forse è peggio di quello che è., forse la famiglia ha manovrato per andarsene fregandosene del territorio, non avendo il coraggio di farlo direttamente ha strapagato un ad di turno è quello ha fatto per loro il lavoro sporco. Ma quello che veramente deve spaventare di più è il silenzio assordante di M.P. Merloni, che faccia si bronzo chiedi i voti e poi cara Fabriano tanti saluti.VERGOGNATI

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    1. Somaro chi le ha dato il voto, mica lei a chiederlo.

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  7. Consentitemi una battuta ma mi colpisce vedere lo scandalo nei confronti di MPM e del resto della famiglia perché nello scandalo c'è la delusione e la delusione presuppone un precedente amore. Chi non li ha mai amati - a partire dal sottoscritto - riesce a non biasimarli perchè fanno quel che fa mediamente chiunque: portano l'azienda dove conviene di più. E se Maria Paola Merloni ha chiesto il voto ha fatto quel che fa ogni candidato. Io, ad esempio, non l'ho votata. E se Aristide Merloni ha investito qui è perché c'erano lavoratori docili, obbedienti e pronti a farsi pagare poco. Ma su questo ci torneremo presto

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    1. analisi ineccepibile, ma allora perchè saluti con "favore" "i cosiddetti scioperi articolati, a gatto selvaggio", quando sai bene che non servono a niente, anzi solo a giustificare il disimpegno padronale dal territorio? Vogliono produrre altrove, è ormai chiarissimo...scioperi del genere aiutano i fuggitivi...a fuggire (L.L.)

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    2. sempre meglio che non fare niente, no?!?!
      gli scioperi devono creare disagio, per servire a qualcosa...qui, sono passati 20gg e nemmeno una minima riduzione degli esuberi (che mi aspettavo) c'è stata!!!
      Personalmente, comincio a pensare che la situazione sia peggiore di quanto appaia.

      quanto alla senatrice, nemmeno io l'ho votata e ce l'ho in simpatia, però auspico un suo pronunciamento (positivo o negativo che sia)...e ritengo scandaloso il comportamento ipocrita che sta tenendo.
      _____________
      G.R.

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    3. Approvo gli scioperi articolati perché credo che i lavoratori debbano difendere all'ultimo sangue il proprio spazio e il proprio futuro. Sono pessimista sull'esito ma senza lotta il finale sarebbe solo un automatismo. Quindi il fatto che l'azienda desideri andarsene non comporta un rassegnato disimpegno da parte dei lavoratori. Altrimenti non si spiegherebbe più di un secolo di lotte operaie che hanno prodotto conquiste sociali di cui beneficiamo tutti. Almeno per ora

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    4. il quadro delle relazioni industriali è cambiato in maniera radicale. Un secolo fa nessuno sognava di produrre altrove. Il sindacato poggia sulle imprese per accreditarsi come controparte. Ma in queste situazioni estreme viene fuori la verità: i sindacati sono totalmente spiazzati quando le imprese decidono senza il loro consenso. Il loro potere, almeno come lo abbiamo conosciuto negli anni recenti, è finito. Inutile girarci intorno. Anche lo spessore dei singoli personaggi che li rappresentano (in questa zona) ne è la tangibile prova. L.L.

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    5. Condivido il tuo punto di vista: lo spiazzamento c'è ed è radicale

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    6. non ho mai votato un Merloni volevo mettere in evidenza il loro menefreghismo nei confronti di Fabriano, far capire che oramai ci dobbiamo arrangiare come per altro io ho sempre fatto.

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  8. non so come andràa finire questa storia,probabilmente male.comunque so(spero)che,a parte Vittorio e la moglie,tutto il resto della famiglia merloni,a partire da Mariapaola,dovrà VERGOGNARSI di andare in giro a Fabriano e in tutto il resto della provincia.Dopo aver impedito a una qualsia azienda di nascere e crescere in tutto il fabrianese ora,dopo aver preso milioni dallo stato a fondo perduto (e medicredito delle marche)se ne vanno lasciando 100 mila persone circa nella MERDA..GRAZIE DA TUTTI NOI MARIAPAOLA Esignor MILANI... E.............AUGURI AUGURI E DI NUOVO AUGURI !!!!!

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